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Riflessioni 4 giugno 2010 · lettura 1 min · 3332 letture

Ossa

Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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Difficile capire tantomeno immaginare e perdonare eppure ricordate, voi che esistete che questo è stato, epitaffio dall'inferno d'un'anima scampata non più viva sul frontespizio delle memorie nere come la fame e la fatica di respirare solamente di paura impossibile dimenticare lavare quell'oltraggio, bieco tentativo di negare a quelle ossa persino il pianto di chi rimane.
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Vorrei non crederci... e non posso fare a meno di pensarli...è come se avessi milioni di angeli custodi. Non sono certo le sole vittime dell'odio e della follia... ma sono sicuramente l'emblema della ferocia..."umana".

L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (17)

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L
Lupocattivo4 giugno 2010

Nessuno potrà dimenticare e non dimenticherà. Quella follia dello sterminio, della soluzione finale a distanza di 70 anni vivrà sempre. Tuttavia non sono così sicura che un certo fanatismo non lo vorrebbe riproporre, magari sotto altre forme, magari verso altre razze. Ecco perché abbassare la guardia sarebbe un grave errore. Ogni nuova voce che si leva da un grosso contributo alla memoria.

Anna Maria Obadon4 giugno 2010

Questo terribile scempio compiuto su tanti Ebrei (milioni) nonché zingari, omosessuali, Handicappati... ha fatto il giro del mondo e prodotto sconforto e dolore in ciascuno di noi. Avrebbe dovuto servire da monito invece continue violenze di ripetono in ogni parte del mondo, ovunque ci sia un più debole da colpire.

Barbara Golini4 giugno 2010

l'olocausto il più grande dramma del nazionalsocialismo è per chi vive in Germania come me un quotidiano ricordare, una sofferenza da non dimenticare, un dolore costante per chi mi vive accanto... a me tocca moltissimo ricordare l'aberrazione a cui l'essere umano può arrivare... molte sono ancora le persecuzioni e le torture perpetrate a danno di minoranze o oppositori... la maggior parte di esse non saranno forse mai documentate... il viaggio verso l'equilbrio dell'essere umano è ancora lontano... la nostra parte animale è ancora troppo forte e bestiale. Oggi, una giornata di riflessioni profonde con queste vostre bellissime poesie.

Salvatore Ferranti4 giugno 2010

chi non ci pensa? è un avvenimento che, a volte, sembra cosi lontano, a volte sembra successo appena ieri. dovremmo cercare di far maturare la coscienza collettiva, perché certe drammi non abbiano a ripetersi. bella poesia.

Giorgio Lavino4 giugno 2010

Brividi di primo mattino in cui t'aspetto ben altro. Ma ben vengano perché temprano e ti fan riflettere sulla vita ma soprattutto sulla follia degli uomini. Bellissima. Davvero

Silvia De Angelis4 giugno 2010

Amari versi che si posano sulla ferocia degli esseri umani, che non ha misura e sembra non assopirsi mai... Lirica pregiata, ottimamente delineata, apprezzatissima

Pino Tota4 giugno 2010

Non riesco a commentare in poche parole quella che è stata la più grande tragedia che l'Uomo abbia saputo concepire e realizzare... e davanti a questo scempio io mi continuo a domandare: Dio dov'era? perché lo ha permesso? cosa doveva insegnarci? Mi fermo qui... Una tristissima e molto bella riflessione!

Antonella Bonaffini4 giugno 2010

Mai dimenticare, mai... credo che i tuoi versi si commentino da soli. Dolorosamente splendida.

Antonella Scamarda4 giugno 2010

Capire, perdonare... non è nelle nostre, umane, possibilità...davanti a un simile orrore... Dimenticare poi... non dovrebbe, assolutamente, far parte della nostra volontà,e i tuoi versi aiutano a non farlo... Amaramente bella!

mario calzolaro4 giugno 2010

"homo homini lupus": là,dove l'umana aberrazione è riuscita a superare le più alte vette dell'abbrutimento e della bestialità! Impareggiabile Kiaraluna1

Rita Minniti4 giugno 2010

"... impossibile dimenticare/lavare/quell'oltraggio..." Parole vere, sentite, così magnificamente descritte in una poesia altamente significativa. Ogni verso coinvolge e si resta incantati nel leggerla, nonostante, l'argomentazione triste e "difficile da capire". Complimenti è molto bella!

L
Loreta Salvatore4 giugno 2010

Un elogio sentito ed un ringraziamento per questa riflessione significativa e condivisa sulla memoria. Cito E. Wiesel: "Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai."

Moreno il Duca4 giugno 2010

dimenticare no questo mai come si può dimenticare una simile atrocità non aggiungo altro la tua poesia non ha bisogno di essere commentata nella sua tragica immagine è bellissima piaciuta

Raggioluminoso4 giugno 2010

Una lirica molto significativa che ben riflette gli orrori dell'animo umano e in particolare una delle più terribili nefandezze. Purtroppo, l'umanità non impara nulla dal passato e, studi scientifici, hanno dimostrato che l'uomo è "cattivo" e che in determinate condizioni sviluppa un sadismo particolare. Incredibile pensare a certi accadimenti che, anche a distanza di tempo, fanno rabbrividiere e nemmeno si vorrebbe credere siano esistiti. Molto, molto apprezzata - un grazie particolare a questa autrice per questo ricordo, verseggiato mirabilmente - che non si deve assolutamente dimenticare!

Daniela Pacelli4 giugno 2010

Capire è difficile e perdonare lo è ancor di più, impossibile dimenticare l'oltraggio tentativo di negare a quelle ossa anche il pianto di chi resta. Un lirica che scorre fino al cuore come un brivido che lascia senza parole. Brava Anna, magistrale, come sempre. A te i miei inchini e applausi!

Ed io ripenso al racconto di Liliana Segre, che fu deportata in Germania con la sua famiglia, trasferita di nascosto con gli altri ebrei dal carcere di S. Vittore a Milano, per essere "piombata" in quei vagoni stracolmi di uomini, donne e bambini in partenza dal famigerato "binario 21"... Il Calvario, per le minoranze e gli oppresi, non è ancora finito.

Vivì5 giugno 2010

Una carneficina che potessimo ricordare ogni volta che ci arrabbiamo per quelle che ci appaiono delle grandi offese e che a confronto l'eccidio sono solo miserie umane, ebbene se ricordassimo, forse sarebbe meglio per tutti. Voglio ringraziare la sensibilità di questa poetessa che con i suoi versi mi ha fatto ricordare le vere vittime della ferocia e stupidità umana.