Nuda
Quando imbrattare un foglio
di se stessi
si fa dovere verso tal diritto
la penna è spegnifiamma
Legittima consorte sottomessa
d'un frastuono a reggenza
da placare
Stasera voglio scrivere
Tingerò di squilibrio questi versi
Ma cos'è un pazzo in fondo
se non colui che crede
d'esser sano di mente, savio e raziocinante?
Non penso più d'avere delle maschere
- da molto tempo -
È la mia pelle
che cambia di colore e consistenza
più d'un camaleonte
che non sa delinear neanche a se stesso
la sua fattura innata od acquisita
Dunque, chi sono io?
Sono davvero tutte quelle maschere
senza indossarle?
Basta abolire il punto di domanda
e la risposta è già confezionata
Io sono tutti
Il nemico e l'amico
Il ricco e il povero
Il ladro e il derubato
La rettitudine che spesso ha titubato
Non scriverò di un mondo
che si comporta male
stando a guardare altera
dal davanzale della mia finestra
Piango e rido turbata
di tutti gli individui che racchiudo
di folle d'anime che in me fanno viavai
di questo corpo che...
si presta al gioco
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L'autore
Melarea
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