Il trionfo dell'Amore (colloquio immaginario con Paolo e Francesca)
Carla M Casula
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Io scorsi da lontano il dolce volto,
legati son da lacci tanto uniti
amanti il cui disio non è mai sciolto.
Condanna i loro corpi a stare dritti
l'unione d'una stretta dolorosa,
a prima vista parvero atterriti.
Ed io smarrita da tremenda cosa;
lieve è la pena per due cuori in uno,
anche se quella sorte era impietosa.
-Chi sei? - dissi a una donna ormai "nessuno",
a un uomo che lo sguardo ti tormenta
e presero a narrare un po' per uno:
-In vita fui Francesca da Polenta,
figlia di Guido, moglie di Gianciotto-
Cadde una goccia sulla guancia spenta.
Aprì le labbra il triste giovinotto:
-Amor condusse a Thanato e dolore,
passione per quel libro galeotto...
E morte fu sconfitta dall'Amore,
suggello dette il bacio a questa vita.
Un attimo. E colpiti da furore.
Che tutta la vergogna sia sparita!
Osi nessuno sentenziare a torto!
Ah quanto è dolorosa la ferita,
ah quanto è affannoso un corpo morto...
è puro il sentimento degli amanti,
pur se da molti giudicato storto-
E tu, fanciulla, forza, vieni avanti!
Racconta, là tra i vivi, che pentirci
giammai potrem per falsi ed ignoranti-
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L'autore
Carla M Casula
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