Di giallo all'alba è tinto l'orizzonte
Raffyka Danse Macabre
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di giallo all'alba è tinto l'orizzonte
lungo il paesaggio traccia il confine
separando le nuvole dal monte
percorre una corsa senza fine
non ha più fiato il giovane veloce
alza coi passi la polvere fine
e ormai senza più un filo di voce
vicino sbuffa vapore il treno
mentre il sole sembra una croce
ma di energia egli è ancora pieno
quando la brezza soffiò all'improvviso
fugge accanto ai biondi campi di fieno
il cielo è grigio, una goccia sul viso
cade la tempesta sul campo spento
in fuga il giovane di fango intriso
si volta, rallenta, corre nel vento
che soffia tagliente sul suo volto
il giovane ode l'inquieto lamento
del tuono, dal paese al bosco folto
e lo spiraglio bronzato che sorge
segna l'ascesa del triste tramonto
nell'ombre il giovane ora scorge
mille sagome contorte e inerti
il cielo stellato una mano porge
e Notte cala sul paese e nelle menti
senza più forze il giovane è stanco
si ferma in preda a fame e stenti
con Tutto e Nulla nel buio al suo fianco
in una terra di nessuno senza pace
riflette sul torbido non più bianco
nell'illusione del sogno incapace
come per ogni ambizioso che tenta
la vittoria, anche il suo miraggio giace.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (1)
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Calogero Pettineo10 giugno 2010
un bel ritratto pieno di particolari, affascinante il gioco natura- uomo. personalmente non trovo adatto l'accompagnamento, questa è una mia veduta. letta con piacere.

