Il lamento di un Albero
Raffyka Danse Macabre
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Viandante, non siamo forse simili?
Imprigionato nel tuo corpo brami
anche tu di toccare i setosi cieli
o di radicarti in inferni che ami?
Viandante, non ti è parso alle volte
Di essere solo in una fitta foresta?
O di affezionarti a foglie cadute
O ad un sole che fugge e mai s'arresta?
Viandante, non conosci l'autunno
Che invade l'anima e la giovinezza?
Col fragile corpo siamo l'unisono
Di cielo e terra nella loro pienezza.
Viandante, non siamo forse simili?
Imprigionato nel tuo corpo brami
anche tu di toccare i setosi cieli
o di sprofondare in inferni che ami?
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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