3 luglio 1974
Un tempo avrei pianto di gioia
adesso mi trattengo sull'abisso
da un giorno di pietra
osservatorio
di tramonti di siccità
l'inferno è assurdo
specialmente
quando non ci sei tu
dentro
fiamme
così
avvolgenti
oltre
una tendina di plastica
nasconde
una città nel tuono
piena di buchi
gli angeli sono topi
tutti hanno ragione
sono tremulantemente
vivo
mi esce il sangue dal naso
le ossa scricchiolano la musica
dei camposanti
ho tanta paura
nonnina
oggi è il mio compleanno
la morte ha appena finito di farsi una doccia
di rose
s'infila in un accappatoio consumato azzurro
pastello
Appoggia un piede candido e fine sulla tazza del cesso
come per tagliarsi le unghie
ma scivola su una chiazza di umido e batte violentemente
la testa
dopodiché, diventa ridicola.
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Commenti (3)
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Clara Gismondi3 luglio 2010
Terribile e bella come la vita che ci prende e ci porta via le cose quando meno ce lo aspettiamo...
Omero Sala4 luglio 2010
La morte non è niente. Sono solo scivolato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Henry Scott Holland
Salvatore Ferranti4 luglio 2010
so che non è facile parlare bene della morte. ma è solo un rito di passaggio, dovremmo prenderne coscienza, e forse non ne avremmo più paura. ma lo so, è facile parlare... poesia apprezzata.


