Pause e blocchi di pietra da 11 tonnellate
Una luce screziata da caute voci
pressappoco tenerezze
non saprei dire se dentro
sono felice; è luglio
arida stagione
mi secca il cuore
una fontana
Guardo le onde riposanti
tremolare azzurrine
a mollo sul soffitto
questa parte mi piace
solo altri dieci minuti
ancora
nessuna tentazione
nessuna idea
nessuna voglia
nessuna forza
nessuna fuga
solo dieci minuti
ancora
Poi tornerò personalmente
a gettarmi tra le fiamme
del lavoro
che è una vacanza che non finisce
mai
di sfinire
infaticabili portatori di pietre
in fila a spirale
nella polvere d'oro
di interminabili piramidi
in infinite estati
Ancora dieci minuti...
©
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Commenti (3)
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K
Kostis N Tsovolas4 luglio 2010
racimoliamo perdite, assenze su assenze. Rimandiamo per l'undicesimo minuto, ma abbiamo l'orologio rotto e quello mai arriva. Per tornare nella nostra gabbia, felici di esser stati dei buoni robotini, durante tutti quei minuti cui abbiamo fatto di tutto per non svegliare le lancette. Bel testo
Amara4 luglio 2010
...il senso della sospensione in quelle onde... dell'attimo di quiete... non proprio dentro il sogno... non proprio dentro il giorno... un testo che è un'mmagine visibile... e vivibile... in tutta la sua pesante leggerezza... stupenda...
Enio Orsuni4 luglio 2010
mi ricorda: co' 'sta luna e co' 'sto sole cocente nun pozzo fa' niente e chi vo' fa' niente... dai, dieci minuti ancora e... poe molto apprezzata.

