Cuore ed anima

Cuore mio,
ingenuo e attempato,
misero e spossato.
Quanto ancor dovrai patire?
Potrai mai trovar ristoro?
Rivolgo lo sguardo avanti a me
e attraverso un calice di vino bianco,
le immagini mi appaion distorte,
poi alzo lo sguardo
e vedo tutto in egual modo,
sarà perché le lacrime m'offuscan lo sguardo,
o forse perché l'Onnipotente
ha scelto per me un destino avverso.
Prego Dio perdoni il dolore
che ho dato e che ancor recherò,
ma imploro che arrivi il giorno,
non importa quando o dove,
in che luogo o dimensione,
sia essa terrena o divina,
ma che arrivi il momento in cui anch'io,
come tant'altri cuori stanchi
ancor più del mio,
possa trovare la fine di questo oblio e solitudine.
Dio ancor ti prego,
fa che se la sofferenza,
debba esser mia inesorabile compagna,
fai in modo che almeno lei,
impari ad amarmi.
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Commenti (1)
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Pino Penny8 luglio 2010
stupendamente sincera ed accorata, da leggere e rileggere per duplicare l'emozione che mi ha dato
