Era mio padre

Il mio cuore latitante
riesce a percepire appena
il ricordo di un errante
inchiodato a una catena.
Sento ancora quella voce
che mi sussurrava piano
corri figlio e vai veloce
gioca bene questa mano.
Questa vita è solo un gioco
pieno solo di perché
sai che ci ho capito poco
e risposte non ce n'è.
Perdona la mia intemperanza
questa mia sregolatezza
ho vissuto con baldanza
questa eterna mia incertezza.
E ricordo con dolore
da quel letto d'ospedale
neanche li ho sentito amore
non capisco e ci sto male.
Poi quell'ultimo sospiro
e lo sguardo fisso al cielo
ho capito e non mi ammiro
ch' era morto un uomo solo.
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Commenti (3)
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M
Moreno Tonioni3 settembre 2010
Segnalata, commosso, sinceramente commosso da questo tuo scritto. Tornerò a leggerla... merita una seconda lettura. Mi hai donato un'emozione cip, e questo fa di te un poeta
Pino Penny3 settembre 2010
tutti si muore soli... metti in evidenza almeno così la comprendo, che l'importante e rimanere nel ricordo di chi lasciamo... e questo ricordo farà loro compagnia
Splendido Leotta Michele3 settembre 2010
è una poesia molto toccante e dona quel sentimento al cuore che ne delinea il vero sentire... bellissima complimenti è ottima e meravigliosa prosa

