Sbocciavan le viole

In quell'odor giardino
nell'aria che si espande piano piano
l'ultima pelle d'agosto
che smaglia a guizzi e sfuma
l'apice verde dei gerani in fiore.
Le ciglia incaglia
senza voler morire
naufrago il nome
speziato all'eco sulla terza nota.
Il timido albeggiare di una corona lilla
in mezzo al bianco della noia
Ed in quel verde, Tu
umida d'aria e foglie
in altro tempo
medesima nel posto dei pensieri.
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Commenti (1)
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Nadia Mazzocco8 luglio 2010
É stato un piacere leggere questa tua,é una poesia molto bella, una vera perla di dolcezza.
