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Fiabe 10 luglio 2010 · lettura 3 min · 1272 letture

Una fiaba d'estate

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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In un tempo assai remoto, accadde al sole d'annoiarsi, cominciò a lamentarsi ed a prendersela con l'estate. Essendo le giornate lunghe e d'azzurro colorate, non aveva più le nuvole amiche, per parlare, ma solo echi di passate risate. Udendo gli spiriti dell'aria, la sua tristezza amara, non sapendo cosa fare, gli spiriti del bosco andaron a cercare. Riuniti in discussione, non giunsero a soluzione, difficile era trovare qualcosa, per allietare la malinconia del fulgente astro. Giunsero infine, a conclusione, che nulla di più bello c'era, se non di regalare al sole, un fiore nuovo, mai nato in primavera. Il più anziano, il più saggio fra loro, suggerì che, questo fiore dal sogno di bimbo nascer doveva, avendo i bambini purezza nel cuore. Andaron così ai quattro angoli della terra, alla ricerca di fiori sognati, inventati, dai bimbi disegnati. Passati i giorni dell'affannosa ricerca, si ritrovaron nella foresta, ogniun con se aveva un panier di fiori colmo: fiori piccoli e grandi, umili e sfarzosi, di seta, di cristallo, d'oro o d'argento come le stelle del firmamento. Eran tutti così belli, che difficile fu la scelta, iniziaron a litigare, alle mani s'andò a finire. Salvò l'accesa discussione, il più giovane fra loro, Evelino, che appena giunto, mostrò una semplice scatolina di cartone. Dagli altri deriso, per l'insignificante dono, cambiarono opinione, ascoltando del folletto, la versione. Spiegò loro, con emozione, come ebbe avuto il sogno da un bambino, che povero, abitava in una misera capanna al limitar del bosco. Giocattoli lui non aveva, ma ricco di fantasia, inventar sapeva con grande ingegno nuovi giochi, usando sassi e bastoncini di legno. In un foglio di carta, portato dal vento, lui, così pieno di talento, disegnò uno strano fiore, colorandolo col rosso, dell'unico pastello in suo possesso. Commossi gli spiriti, decisero che quello era il fiore più bello, da donar in custodia a madre natura, di sparger il seme sulla terra, con cura. In memoria di quel bimbo sfortunato, che pace e concordia aveva riportato, papavero esso fu chiamato. Si commosse anche il sole, che irradiandolo, ne completò lo splendore. Ancor oggi, allieta il papavero, il cuore, nel vederlo spuntare fra rigogliose messi, ornar tra erbe selvatiche, il limitar dei fossi.
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scrivendo fiabe per bambini, ne ho messa in versi qualcuna, penso che la fiabe faccia bene all'animo, indipendentemente dall'età che ognuno ha

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Commenti (7)

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Silvia De Angelis10 luglio 2010

Originalità e profonda dolcezza in una fiaba meravigliosamente stilata, letta con immenso piacere ed apprezzatissima

Mi hai profondamente commossa, con questa favola così delicata, appassionata, profondamente educativa! Vorrei, se tu lo permetti, raccontarla ai miei piccoli, che a settembre entreranno per la prima volta in una scuola "da grandi", per insegnare loro il rispetto e la tolleranza!

Salvatore Ferranti10 luglio 2010

una fiaba meravigliosa, davvero apprezzata. versi incantevoli che accarezzano il viso e il cuore del lettore.

Raggioluminoso10 luglio 2010

Lirica quanto mai apprezzata. Una fiaba con un grande insegnamento. COmplimenti a questa autrice. Piaciutissima!

Calogero Pettineo10 luglio 2010

questa è una bellissima fiaba e non solo, ma, fa riflettere su aspetti dell'essere umano che invano cerca grandi cose per poi troverle nella semplicità, molto bella.

Moreno il Duca10 luglio 2010

molta dolcezza nello scorrere di questa meravigliosa fiaba che tanto ho apprezzato inchini poetessa

L
Libera Mastropaolo10 luglio 2010

Le favole, che meraviglia! Non sono soltanto cose da bambini ma, spesso, aiutano anche i grandi a sognare. Bella poesia in prosa!