Bin Laden
Perché mi guardi?
Dimmelo o impazzirò
dimmi perché non sento più niente
dimmi cos'è che ho nella mente
dimmi se un giorno sorriderò
Perché non canti?
Dimmi cos'hai nel tuo profondo
dimmi che è stato a portarti via
se solo un gioco o la rabbia tua
se solo uno scherzo di questo mondo
Perché c'è buio, in ogni mio sguardo?
Non so capirlo e mi vergogno
di confessare il più piccolo sogno
di perdermi ancora in un gioco beffardo
Dimmi soltanto perché
parlami o morirò
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Commenti (1)
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Omero Sala15 luglio 2010
Struggente. L'andamento fluido e discorsivo lascia trapelare e rende più convincente la accorata diperazione, il panico d'abbandono, l'intensità della tristezza di chi assaggia la solitudine, l'invocazione di uno sguardo o di una parola. Gli imperativi (dimmi) e gli interrogativi (perché) che nella poesia sono indice di bassa astuzia retorica, qui sono efficacissimi. Bravo Giovanni. (Non sprecarti a ricambiare i complimento quando non li merito)
