Hai venticinque anni
Omero Sala
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Hai venticinque anni, già suonati,
ma io ti vedo
come se fossi ancora il mio bambino:
certo, non giochiamo più insieme con i Lego
o a Bubble Bobble
e non ti sbuccio più la mela, dopo cena,
e nemmeno mi metto al tavolino
per ripassar con te la geografia.
Ma mi piace sentire i tuoi rumori
ogni mattina quando tu ti alzi
e pesti i piedi nudi sul parquet,
apri l'acqua,
fai suonare lo spazzolino nel bicchiere,
tiri lo sciacquone,
sbatti la porta dell'armadio
e scaldi l'acqua per il tè.
E ti aspetto la notte, quando tardi.
Aspetto e leggo,
ma spengo la luce e fingo di dormire
appena sento la chiave nella toppa.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (3)
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alessio carlini22 luglio 2010
questo è amore nella sua purezza e senza troppi raggiri... semplice diretto di primo impatto... mi ci rivedo come figlio poiché anche qui accade la stessa cosa sentitissima un abbraccio
J
Jack Pastore22 luglio 2010
Non intendo commentare la poesia, primo perché non sono bravo, secondo perché si commenta da sola... vorrei dire solo che nelle poesie di questo autore si respira un'aria di autenticità delle parole che è davvero rara in questo sito... Sono parole semplici ma che non lasciano indifferenti mai, per lo meno me... si sente che dietro c'è un animo, o un'anima, grande... Sarà che anche a me sbucciavano la mela?
m
maria giammarresi23 luglio 2010
si, nessun commento, ma che dolcezza di sensazioni ispira.

