La mia siberia
Raffyka Danse Macabre
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Penombre di luna ora si fanno strada
tra il manto artico della sera spenta
Lacrime fredde nella coltre ghiacciata
della Mia Siberia dal cuore di giada
coprendo gli occhi con le mani polari
resto nel vento dal sapore di fuoco
udendo il lamento sempre più fioco
del suo alito dagli orizzonti più amari
Lasciando che Gennaio baci il pallore
Dell'inverno sulle guance bruciate
Mi addormento nell'ombra aspettando il cielo
Passano con flemma le difficili ore
Ma io attendo tra le sfreccianti folate
Nel mite silenzio di un abbraccio del gelo
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (2)
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Aldo Bilato28 luglio 2010
letta più volte... è stupenda!... hai uno stile che prediligo e che... mi ricorda qualcuno... complimenti!...cià*
J
Jokerman28 luglio 2010
Anche a me questo stile ricorda qualcuno. Forse troppo. Ma la poesia mi piace

