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Morte 29 luglio 2010 · lettura 1 min · 2948 letture

Io me la gioco fino in fondo

Pino Tota 1101 poesie pubblicate
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Passo lieve, ora è vicina... discreta Sommessa lambisce cauta il mio letto e quasi scivolando si siede sul nulla mentre un brivido d'aria rancida pervade la mia camera... Volto inespressivo maschera assente mi sfiora la fronte con la sua pallida mano fredda, esangue. Posa sul letto un mazzo di carte "orsù si gioca..." sussurra la sua voce atona e scadenzata e pescando una carta inizia la partita... non chiedetemi chi stia vincendo... non lo so e non so quando finirà...
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L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (13)

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Asociale29 luglio 2010

la definirei angosciante ... nella crudezza dell'essere così vera

Enio Orsuni29 luglio 2010

bòne notizie: hai perso! hahaha me sa che prima de paga' te devo presenta' andreotti sennò 'ndo' l'annamo a trova' 'nartro come te? scherzi a parte, ma se nun se ride su la morte che artro c'è pe' ride? 'sta vitaccia me pare tutto 'n pianto... sei sempre favoloso, qualunque cosa scrivi!

Tiffany 7029 luglio 2010

Si, si giocatela pure tutta fino in fondo, tanto chi vince lo sappiamo già...magari te la tira più a lungo, ma è una soddisfazione del c... Sempre originale il Pino, anche quando fa il macabro...

Aldo Bilato29 luglio 2010

una partita seduti sul nulla... ci si gioca l'esistenza... eterna ricorsa a voler capire... quando il gioco sta per finire... è chiaro che prima o poi... è la morte che spariglia... cià*

Silvia De Angelis29 luglio 2010

...quel che sarà l'ultimo atto conduce sempre ad attimi d'apprensione ...ma d'esigua brevità, che non se ne percepirà ne anche l'eterea essenza... Lirica originale, molto apprezzata

Vivì29 luglio 2010

Originale ed ad alta tensione emotiva questa partita a carte con un'ombra oscura di cui s'indovina l'identità. Ma finché al mattino ci sarà un risveglio e rivedremo le cose e le persone a noi care, la partita sarà stata vinta da noi. Per far vincere l'oscura Signora c'è sempre tempo. Lirica da brivido apprezzatissima

Clara Gismondi29 luglio 2010

Partita con la morte... quando è un rapporto personale si può giocare e anche se si sa chi vince dovrebbe valerne sempre la pena... Ancora dai toni soffusi, delicati, tratti la morte con i guanti. Bella poesia!

Kiaraluna29 luglio 2010

Straordinario e sottile gioco che hai saputo descrivere magistralmente... un gioco che non ha una scadenza conosciuta a cui si può imparare a giocare... d'astuzia.

P
Pp29 luglio 2010

Scritta con una leggerezza che fa paura, m'inchino a tanta capacità, io non riesco ancora a scrivere su questo tema... Complimenti Pino sei strabiliante.

pescando le carte giochiamo fino in fondo, alziamo la posta ma inevitabilmente l'asso, lo pesca sempre Lei. Molto piaciuta, non è facile trattare questo argomento e tu lo hai fatto benissimo.

Sì, giochiamocela, questa partita perdente, perché tanto sappiamo che vincerà Lei... Tuttavia potremmo sempre prenderla in contropiede, sfilandole la falce dalle mani e tagliandoci noi stessi la testa, con le nostre. Ho tentato il registro del sarcasmo per non affrontare l'argomento seriamente, perché la morte mi mette addosso così tanta rabbia che se la Signora dovesse avvicinarsi, la morderei sul collo e certamente... morirebbe lei!

mario calzolaro29 luglio 2010

Una poesia originalissima e bella... anche se io penso che finché ci siamo noi "lei" non c'è... e quando "lei" ci sarà noi non ci saremo più!

Daniela Pacelli30 luglio 2010

Originale davvero, complimenti Pino, ci fa riflettere su questa vita che è come una partita, va giocata sul campo, sperando che l'avremo vinta noi. Fa riflettere dentro ad una lettura piuacevolissima. Complimenti Pino, sempre delle interessanti spunti di riflessioni dentro le tue introspezioni, Applauso!