Io me la gioco fino in fondo

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (13)
la definirei angosciante ... nella crudezza dell'essere così vera
bòne notizie: hai perso! hahaha me sa che prima de paga' te devo presenta' andreotti sennò 'ndo' l'annamo a trova' 'nartro come te? scherzi a parte, ma se nun se ride su la morte che artro c'è pe' ride? 'sta vitaccia me pare tutto 'n pianto... sei sempre favoloso, qualunque cosa scrivi!
Si, si giocatela pure tutta fino in fondo, tanto chi vince lo sappiamo già...magari te la tira più a lungo, ma è una soddisfazione del c... Sempre originale il Pino, anche quando fa il macabro...
una partita seduti sul nulla... ci si gioca l'esistenza... eterna ricorsa a voler capire... quando il gioco sta per finire... è chiaro che prima o poi... è la morte che spariglia... cià*
...quel che sarà l'ultimo atto conduce sempre ad attimi d'apprensione ...ma d'esigua brevità, che non se ne percepirà ne anche l'eterea essenza... Lirica originale, molto apprezzata
Originale ed ad alta tensione emotiva questa partita a carte con un'ombra oscura di cui s'indovina l'identità. Ma finché al mattino ci sarà un risveglio e rivedremo le cose e le persone a noi care, la partita sarà stata vinta da noi. Per far vincere l'oscura Signora c'è sempre tempo. Lirica da brivido apprezzatissima
Partita con la morte... quando è un rapporto personale si può giocare e anche se si sa chi vince dovrebbe valerne sempre la pena... Ancora dai toni soffusi, delicati, tratti la morte con i guanti. Bella poesia!
Straordinario e sottile gioco che hai saputo descrivere magistralmente... un gioco che non ha una scadenza conosciuta a cui si può imparare a giocare... d'astuzia.
Scritta con una leggerezza che fa paura, m'inchino a tanta capacità, io non riesco ancora a scrivere su questo tema... Complimenti Pino sei strabiliante.
pescando le carte giochiamo fino in fondo, alziamo la posta ma inevitabilmente l'asso, lo pesca sempre Lei. Molto piaciuta, non è facile trattare questo argomento e tu lo hai fatto benissimo.
Sì, giochiamocela, questa partita perdente, perché tanto sappiamo che vincerà Lei... Tuttavia potremmo sempre prenderla in contropiede, sfilandole la falce dalle mani e tagliandoci noi stessi la testa, con le nostre. Ho tentato il registro del sarcasmo per non affrontare l'argomento seriamente, perché la morte mi mette addosso così tanta rabbia che se la Signora dovesse avvicinarsi, la morderei sul collo e certamente... morirebbe lei!
Una poesia originalissima e bella... anche se io penso che finché ci siamo noi "lei" non c'è... e quando "lei" ci sarà noi non ci saremo più!
Originale davvero, complimenti Pino, ci fa riflettere su questa vita che è come una partita, va giocata sul campo, sperando che l'avremo vinta noi. Fa riflettere dentro ad una lettura piuacevolissima. Complimenti Pino, sempre delle interessanti spunti di riflessioni dentro le tue introspezioni, Applauso!












