Denuncia
Complice la luna,
le stelle testimoni,
le onde che nell'infrangersi,
creavano dolci suoni.
In correità il vento
che tiepido accarezzava,
ed il calor del sole
che dalla rena evaporava.
Due corpi ancora acerbi,
privi in quel momento,
dei limiti e dei timori
che inculca soltanto il tempo.
Si cercano, avidamente,
le mani un po' insicure,
ma attratte da quell'istinto,
che vien chiamato amore.
Poi... ad unica difesa,
dell'anima deflorata,
c'è l'attimo in cui fù lesa
e mai più, fù cosi' amata.
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Commenti (1)
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Salvatore Ferranti5 agosto 2010
una poesia che ho apprezzato per la musicalità del verso e per la capacità di dire tanto in pochi versi.
