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Riflessioni 10 agosto 2010 · lettura 1 min · 1399 letture

Linee in un corpo morto

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dragonero 14 poesie pubblicate
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è esposto a Torino ora lo stato delle sue reni una radiografia ingiallita, sul cuore di sali e di ammonio della nutrizione celeste il cromatogramma illustrato un cencio di sangue che illumina una parete in una lenta lunghezza di strappi e ferite c'è luce ma il cono ha un'ombra che spegne il riflesso sul vetro. cosa si può dire morendo? conto l'altezza imprecisa del corpo del suo essere steso in modo precario, del come è difficile dire le cose senza staccarsi dal muro
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dragonero
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Commenti (9)

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rosa dagostino10 agosto 2010

Non mi piace la poesia, è fredda spettrale, non comunica alcuna sensazione, nessuna emozione. e nella poesia ci deve essere emozione da comunicare.

Saldan10 agosto 2010

dragonero cosa mi combini! non sai che in questo sito se commenti male qualcuno parte l'invettiva contro di te? Scherzi a parte non sono tutti così (per fortuna) ...io sono rimasto piacevolmente colpito dalla tua poesia che trovo molto bella ed originale... mi piace l'atmosfera che hai evocato e che si evince già dal titolo, e la serie di immagini che si susseguono per affrontare un discorso che non è affatto scontato... complimenti sinceri!

Amara10 agosto 2010

...è probabilmente un'immagine mia quella che mi appare... ma la vedo... e ne sento l'afrore... e un senso di vuoto di pensieri al di fuori di riflessioni che ci appaiono sterili... questo è il mio effetto- morte... mi piace molto questo testo... che avrei commentato comunque... lieta di un nuovo ingresso così gradito... (aggiungo che solo ora... riileggendola mi rendo conto del soggetto... la sindone... e nulla toglie alle mie parole precedenti... anzi... conferma la capacità evocativa della poesia che nell'immediatezza mi ha traspotato altrove)

In Venere veritas10 agosto 2010

essere un profeta non ci salva dalla morte. molto amara, molto bella.

Stefania Bucari11 agosto 2010

è malinconica... è dura all'impatto... è la visione umana della morte, di ciò che ci aspetterà alla fine del nostro viaggio... ma chi descrivi, è colui che ha generato la Vita e in quello che resta di lui, nella Sacra Sindone, bisogna solo cogliere l'aspetto umano, uguale a noi... il resto di lui, appartiene alle stelle e nessuno può dire con certezza di che colore sia quella luce... però esiste... sopravvive e la senti spesso accanto a te, nel Cuore... Bella Poesia)

Alex Manunta11 agosto 2010

La vita è cosa sacra, soprattutto per l'IO, tanto da doverla maledire, e riavere a seguito di opportuno ripensamento. In queste note riflessive, l'autore è complice e vittima allo stesso tempo in cui si può essere spettatori accidentali di una fuga. Quella più giustificabile è sempre aver rubato per fame, dicono, ignari del male più grande: La mancata contribuzione collettiva. Questa riflessione è fatta a partire dalla carne delle cose, che non arretra a constatare ragione in ciò che avanza. Ma a ciò che più semplicemente c'è, avvertendola proverbialmente contro un limite. E' un grande piacere trovarti anche tra queste pagine. Chapeau.

Giorgia Spurio12 agosto 2010

chissà,la gente vuole sempre avere il cuore strappato quando legge una poesia? perché non può bastare il colore? la poesia può essere anche semplice descrizione usando quei colori che l'anima decide. poi dipende dal lettore, da colui che guarda il quadro se vuole capire il poeta oppure se vuole semplicemente interpretare, guardare leggere ascoltare secondo la propria mente e sensazione. la sindone?è lì come una radiografia ingiallita, sembra nutrimento celeste per pellegrini che ad essa si inginocchiano se riescono all'interno della fila.è strano come tanta gente possa avere devozione per un cencio di sangue, una testimonianza di ferite e strappi che inquieta per la scarsa luce. lo crocifiggono ogni giorno, dal muro non vengono mai le parole. bella

Clara Gismondi19 agosto 2010

Cosa si può dire morendo... domanda alla quale è difficile rispondere in modo univoco soprattutto se si è attaccati al muro... Non c'è alternativa alla morte e forse non c'è proprio niente da dire o da scoprire... Siamo stesi tutti in modo precario... forse è proprio questo l'insegnamento di Cristo, indipendentemente dal crederci o meno. Molto bella anche questa poesia che ho letto a ritroso cominciando dall'ultima e se non fosse stato per il tuo commento non avrei fatto la tua conoscenza tanto facilemente perché ci sono troppi autori... Da te posso solo imparare.

non so quale sia il motivo ma solamente so che grande è stata la mia sorpresa di non aver potuto leggere ancora ciò che tanto piacere mi aveva dato. Soprattutto ora so che mi piacerebbe ritrovarle ma non so dove ... Grazie Antonella