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Fiabe 11 agosto 2010 · lettura 2 min · 4787 letture

La leggenda delle stelle cadenti

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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V'era, in un tempo assai lontano, un bianco folletto, degli astri spiritello, che soleva nelle calde notti estive, con parole cattive far dispetto agli amanti che il cielo contemplavano. Di ciò,il Signor delle stelle, assai seccato, aspramente lo rimproverò per punirlo di tal comportamento, in fanciullo lo mutò, sulla terra per un'intera estate lo scagliò, per insegnargli l'umana sofferenza e praticar amara penitenza. Giunto, il folletto, in un paese, provando fame e sete, trovò della gente verso lui indifferente, nessuno volle dargli asilo, nessuno soddisfò le sue pretese. Solo un vecchio signore con barba bianca ed occhi di mare, lo volle in casa sua ospitare, a condizione però che presso lui, doveva lavorare. Lo spiritello, all'inizio mal s'adattò, per un po' brontolò, ma la continua presenza della bella figlia del signore, lo metteva di buon umore, diventò così un ottimo lavoratore. Giorni passaron in letizia ed armonia, innamorato della ragazza in fiore, carpito il consenso dal genitore, con lei divise il sogno suo d'amore. Ma, nel dì di San lorenzo, il Signore delle stelle, lo mandò a chiamare, in cielo doveva riandare, ma lui si rifiutò di tornare, la sua bella doveva sposare. Mesto e con pentito cuore, chiese perdono per il suo male agire, si vergognava del vecchio suo comportamento, ora che anche lui, provava dell'amor il sentimento. Ma come spesso accade, ben la fiaba deve finire, in un attimo cadde il velo mutonsi del vecchio l'aspetto, il signore delle stelle, apparve al folletto, la giovane fanciulla altro non era che sua figlia, brillante di luce intensa del cielo, aveva fra le ciglia i sogni della notte. Lieto fu il sovrano stellare di celebrar le nozze, ora che il folletto sapeva amare, poteva sua figlia sposare. Par che d'allora le cadenti stelle, altro non sian che scie, lasciate dalle carrozze dei giovani sposi, del ciel d'agosto, tracce che insegnan agli uomini, dell'amor, le vie.
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antica leggenda croata

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Commenti (9)

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Silvia De Angelis11 agosto 2010

Dolcissima, intensa fiaba che perfettamente s'adatta ai giorni d'agosto che viviamo. Versi stilati con garbo ed intensa armonia delle rime, graditissimi alla lettura e molto apprezzati

un gioiello di poesia ...nel fantasticare ai miei nipotini tale squisitezza voglio raccontare... bellissima fiaba... abbraccio e complimenti

Berta Biagini11 agosto 2010

Delicatissima, mi ha fatto tornare bambina – talmente grande la curiosità di arrivare alla fine.

B
Biondi Fernando11 agosto 2010

una dolccima favola espressa in bellissimi versi come solo tu sai fare,

Salvatore Ferranti11 agosto 2010

una poesia che si legge ad occhi chiusi, perché ci fa entrare in un mondo dorato... meraviglioso... versi molto apprezzati.

Stupenda favola a lieto fine, come nella migliore delle tradizioni! La conserverò per raccontarla ai miei scolari!

Moreno il Duca11 agosto 2010

bellissima e dolcissima fiaba che l'autrice ha sapientemente miscelato con superba poesia, piaciuta

D
Dany Blasi12 agosto 2010

Miscela perfetta di fiaba e poesia. Stupenda da raccontare ad occhi estasiati di bimbi...

mario calzolaro12 agosto 2010

Poesia frammista a fiabesche visioni: un mix da favola ricco di suggestioni "d'incanto"!