Addio al riparo del molo di controvento
non sarà toglierti quel grido dalla mente
che increspa l'acqua mobile della fronte
a stendere le pieghe insistenti alle narici
nella svirgolata dei respiri rapidi
o l'intransigente fuga da uno o due perchè
per le quattro epoche diverse dei tuoi lustri
da cui mi giungi nuda e inappagata
con le sette virtù dei tuoi primi amanti.
- di che parliamo sordi, storditi dalla frusta
d'ogni sguardo su questo molo
trancio di un quasisera solito?
Lasciami
a quella minima frangia biondofilata
che spaia ogni piena di capelli
quando cadono a scroscio sulle spalle.
- chi ne porterà mai un doppio
del loro verbo sciolto?
hai così tante labbra sulla pelle
da poterti permettere gli occhi e i nasi
nella coda
quando stanno ad ala gli uomini
per coglierti tra la folla
altera spiga del loro grano
mettiamoci sui passi ora come di rado il vento
così ti mieto da tutti i miei luoghi
dalla bella notte e da un caffè insieme.
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Commenti (1)
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Amara16 agosto 2010
...mi lascia senza fiato... di una bellezza che avvolge e penetra di immagini, musica e sensazioni...
