Sabbia
Nicolò Tevere
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Da timore alcuno prender ti fai
di esser calpestata, tu, sabbia,
che da spini cespugli, via via diventi mare,
che culla ti fai, per viandanti e marinai.
Sabbia, tanti piedi hai accarezzato,
tante mani hai sfiorato,
rendendoti docile e sicura
per sollazzar fanciulli,
e render morbido il cuore a duri uomini,
la cui superficie render giustizia non può,
ma che tu, sabbia, scavar ti fai,
ma in taluni uomini, scavar solo tu puoi.
Sabbia, che dal mar talvolta affiori,
in luce portando tronchi e segreti
di un mondo a noi passato,
sabbia, calda sensuale e crudele,
la cui libertà di terre lontane,
invero assaporar ci fai,
io ti prendo, e alzando il pugno contro il sole,
ti faccio scivolar calda e soave,
...sabbia.
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