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Riflessioni 27 agosto 2010 · lettura 1 min · 3435 letture

Adulterio e geometria

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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Quel triangolo -lui, lei, l'altra, al principio, perfetto, equilatero, lo definirei, diventa, col tempo, scaleno. La bisettrice della menzogna intersecando i tre lati, genera nell'incrocio, un angolo giro, intrappolando in un cerchio chiuso, dal quale difficilmente si esce. Sovente accade, che -lui, lei, l'altra- si ritrovan ad esser rette parallele solitarie, come i binari di un treno, più mai s'incroceranno.
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Commenti (9)

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la geometria è sempre stata molto ostica per me. Troppo fissa in regole senza possibilità di uscita. Questa volta però, l'ho capita subito! Apprezzatissima, scorre fra rette e semirette, angoli e triangoli con la conclusione più chiara di un qualsiasi altro geometrico teorema... rette parallele e solitarie.

Carmine Ianniello27 agosto 2010

Triangolo pericoloso dove tutto viene intrappolato. Bella poesia.

alessio carlini27 agosto 2010

trarre poesia da questi binari è veramente notevole e che ottimo stile... lettura piacevolissima e molto sentita un abbraccio

Silvia De Angelis27 agosto 2010

Situazioni ambigue, vissute da molte persone, che prima o poi finiranno per ritrovarsi in un solitario percorso, ove è difficile ritrovare un giusto equilibrio... Lirica originale, molto piaciuta

Insegno Matematica e se fossi una mia alunna, ti darei un dieci e lode per questa tua intelligente riflessione, che nasconde, comunque, molta amarezza, equamente distribuita fra i tre lati di questo triangolo impossibile...

Berta Biagini27 agosto 2010

Una riflessione non comune da dove si estrae la vita che per molti diventa semplice abitudine, la quale però non porterà certo ad un punto d'arrivo.

Moreno il Duca27 agosto 2010

wow ho sempre odiato la matematica anche se i miei studi mi hanno portato a conoscerla ed applicarla in diverse situazioni lavorative, quindi a masticarla per bene sebbene con una certa avversione ma questa tua me la gusto per la tua eccelsa bravura

Angelo Ricotta27 agosto 2010

Mi sono divertito a disegnare letteralmente la geometria descritta nella poesia, con il modello euclideo (peccato non potervi mostrare il disegno). Comunque disegno il triangolo equilatero. Dove metto gli attori? Ai vertici o sui lati? Siccome alla fine si afferma che diventano rette parallele li ho messi sui lati che però sono segmenti, licenza poetica! Poi il triangolo diventa scaleno, poco male, ma da che parte pende? Quella dell'altra? È probabile. Poi come prescritto ho tirato una bisettrice, denominandola "menzogna" da un angolo qualsiasi fino ad intersecare il lato opposto. Qui le cose cominciano a complicarsi seriamente.

Francesco Luca27 agosto 2010

notevole e stilisticamente elevata... una gran poesia... complimenti