Al nuoto
Luigi Di Landro
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Quanto dista quella meta raggiunta
se si percorre avanti e indietro,
compagna di vita e morte aggiunta?
Respira più forte, le lascia dietro,
larghe le braccia all'aria accòlte:
più tardi la testa che resta di retro.
Onda sublime, infinite vòlte,
scattanti le gambe sono a molle:
del primo imitar le gesta còlte.
Il più solo alla terra incolle,
ché attesa vi fu e vi sarà,
per chi vuol inverso affrontar folle,
di fili e di stemmi: giro darà.
Chino non guarda ma alto si presta
a ritrovar la dritta che farà.
Chi esegue la virata onesta,
pone mano in vista arbitrale,
affinché non sia questa sì lesta
a verdeggiar l'umida senza sale.
Possa la sbarra a schiena elevata
tagliar, cordiale, in modo mortale.
La vita scorre se vien espiata:
dura un battito, solo un lasso:
a ritmo libero s'è ansimata.
Ruota 'l suo collo restando basso,
qui s'intravede 'l dolor d'annegar:
col più veloce 'l palmo non va casso.
Dell'uomo lo stile d'annoverar
in quattro diviso, ch'in acqua spunta,
perché tutti provino a nuotar.
©
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L'autore
Luigi Di Landro
Mi chiamo Luigi Di Landro e sono nato a Roma, il 26 settembre 1986. Sono stato da sempre catturato dal fascino del calore e della complessa realtà del sud Italia, di cui la mia famiglia è originaria, e dall'importante peso dell'Ordnung della potenza germanica, da non confondere con la fanaticheria, di cui sono un e
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