Volti inumani
L'umanista
capelli ricci ma non sfatti
quasi argento le sfumature
di un gennaio su basi testuali filosofiche
pionieristiche realtà li dormono dentro
o è il vino in un valzer di risa sperdute
e i bambini son relitti che galleggiano
sul futuro sfuggente della sua fragilità
come briciole di passaggio
la fame e la sete hanno la stessa miseria
raccolse margheritine
nei sottoboschi cutanei
di un mare prosciugato
l'umanoide
pelle liscia dai tratti svelti
quasi inesplorata la sua età
un ulivo che rivolge le spalle al mondo
circuiti incolpevoli lo legano alla vita
o è l'uomo con lo sconforto di un peso immortale
e gli elettroni corrono come cimici feroci
nel linguaggio binario di numeri uncinati
come sparpagliate farfalle
la notte e il giorno hanno lo stesso colore
sentì cigolare
le roventi saldature
del suo io obsoleto
il replicante
aspetto marchiato
quasi maestrale dalla terra ingoiato
una fantasia affacciata su clamori reali
principi del credo confondono il suo istinto
o è un corpo che muta nel torchio dell'esistere
e l'artificio della materia sua tragica
si allinea con le maschere dei volti cellulari
come chiodi ricurvi
occhi e orecchie hanno lo stesso vedere
trovò ossa
ammucchiate somiglianze
nel sentiero mortale
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L'autore
Sincity
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