Settembre
Io sono me
una matassa d'anni nei giorni
e tu settembre
un delirio di lampioni
poi più nulla vuoi ricordare
dove son dirette le tue mani?
agli alveari insanguinati al tramonto
o alle trincee di sabbia che cedono il passo
esiste miglior panorama per un volo di ciglia?
sciocco settembre che profeti l'autunno
mi vesti e mi svesti del tuo umor quasi arreso
nell'asfalto ormai consunto dalle suole solari
stringendomi fra le tue nubi ho un cuore di piombo
e calma la tua voce ma tu mi agiti carezze
una mandria di brividi cerca il mio oro
io cerco croci per spartir il bottino di giuda
e se l'estate ancor respira col mantice del mare
tu respiri già l'odio di chi hai imprigionato
migliaia di raggi cadranno come frecce
quando il sole il dubbio si scrollerà
di esser ancor vivo o ebbro di ombre
settembre
nei tuoi frantoi macino il grano delle stelle
nei tuoi filari spremo giorni oziosi
nei tuoi poeti trovo ametiste parole
nelle tua urla cerco un rifugio per l'inverno
©
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Sincity
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