Il balcone sul mondo
talvolta
la rosa sul mio balcone
è un avvenire già finito
sospeso a tre piani dal presente
oggi osservavo lo spazzino navigare
con i suoi battelli di carta
e mentre andava verso la deriva
le finestre parean la prora per altre derive
allora ho piantato una gamba nel vuoto
con il concime di un pensiero sommesso
nemmeno una foglia è spuntata dalla mia bocca
il balcone ora è un poco più freddo
dei passanti che intravedo tra la nebbia
mano nella mano con il buio
si torturano di infinite astrazioni
sotto il manifesto di una luna storta
e il bambino con il dente suo caduto
disegna le stelle nei vetri sporchi del cielo
quasi londra l'ululato dei cani nel grigiore delle gabbie
il balcone non sarà mai più stanco
dei piedi incollati sui tacchi delle mondane
per vecchi tarli di parvenze
e con un girasole riscaldo la pioggia
che pian piano arriva a graffiare i tetti
o a grattarsi fra le spine della rosa
il gatto danza nelle ringhiere del suo buio
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio8 settembre 2010
personificazioni di oggetti che hanno gli occhi forse più sensibili di noi umani. bella la reincarnazione del balcone che dal suo silenzio ci racconta il mondo e i suoi angoli.

