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Sociale 9 settembre 2010 · lettura 1 min · 1319 letture

Nel di' a venire

I
Iris 153 poesie pubblicate
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Come ombra attraversi la folla affamata del nulla che il mondo le da. Muta osservatrice di farse e visioni avverti del senso le mancate emozioni Eran tutte sbagliate droghe mal tagliate dove il nulla è il vuoto più vuoto che c'è Mille mani vi attingono si ritraggono nude menzogneri sorrisi ghigni mal celati a finger di aver raccolto qualcosa Un pozzo disseccato dal quale han sottratto, i primi nati da Dio, anche l'ultima goccia "gozzovigliamo ce n'è per tutti" ma... mancavano in molti che ora han labbra riarse in luride vesti i loro corpi emaciati A voi che avete fatto man bassa a che è servito, vi chiedo se oggi nulla vi resta? l'ingordigia ha il poter di render vedova la terra di mari, montagne, foreste e stagioni. L'ultimo sopravvissuto si da un gran da fare ma non trova neanche un lercio osso da sgranocchiare. Si adagia smarrito fra dune riarse e si lascia morire ...È questo che vedo nel di' a venire
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Commenti (3)

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Splendido Leotta Michele9 settembre 2010

molto scietta candida e precisa ...nel suo profondo si amalgama purtoppo il vero. un vero capolavoro di poesia molto istruttiva... splendida complimenti e abbraccio

Enio Orsuni9 settembre 2010

e non credo che nella chiusa sbagli di molto un mondo che da tempo ha intrapreso la china chissà se sarà capace di risalirla o perlomeno alginarla. dirlo non so quanto serva ma agire non è possibile ad una umanità che lasciò la caverna in cambio del progresso\regresso. inchino al poeta.

M
Mcb10 settembre 2010

Assolutamente vera nella sua tragicità. Povere prossime generazioni, che brutto mondo lasciamo loro in eredità