Nel di' a venire
Come ombra
attraversi la folla
affamata del nulla
che il mondo le da.
Muta osservatrice
di farse e visioni
avverti del senso
le mancate emozioni
Eran tutte sbagliate
droghe mal tagliate
dove il nulla è
il vuoto più vuoto che c'è
Mille mani vi attingono
si ritraggono nude
menzogneri sorrisi
ghigni mal celati
a finger di aver
raccolto qualcosa
Un pozzo disseccato
dal quale han sottratto,
i primi nati da Dio,
anche l'ultima goccia
"gozzovigliamo ce n'è
per tutti" ma...
mancavano in molti
che ora han labbra riarse
in luride vesti i loro corpi emaciati
A voi
che avete fatto man bassa
a che è servito, vi chiedo
se oggi nulla vi resta?
l'ingordigia ha il poter
di render vedova la terra
di mari, montagne, foreste
e stagioni.
L'ultimo sopravvissuto
si da un gran da fare
ma non trova neanche
un lercio osso
da sgranocchiare.
Si adagia smarrito
fra dune riarse
e si lascia morire
...È questo che vedo
nel di' a venire
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Commenti (3)
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Splendido Leotta Michele9 settembre 2010
molto scietta candida e precisa ...nel suo profondo si amalgama purtoppo il vero. un vero capolavoro di poesia molto istruttiva... splendida complimenti e abbraccio
Enio Orsuni9 settembre 2010
e non credo che nella chiusa sbagli di molto un mondo che da tempo ha intrapreso la china chissà se sarà capace di risalirla o perlomeno alginarla. dirlo non so quanto serva ma agire non è possibile ad una umanità che lasciò la caverna in cambio del progresso\regresso. inchino al poeta.
M
Mcb10 settembre 2010
Assolutamente vera nella sua tragicità. Povere prossime generazioni, che brutto mondo lasciamo loro in eredità

