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Riflessioni 17 settembre 2010 · lettura 1 min · 2999 letture

L'Arte

Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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Del suono avanza piano l'eco, striscia lungo il muro al bisbigliare di comari ricamato a punto croce sui telai sulle ginocchia maestria ridonda forma al niente capolavori d'asole e bottoni ombre in antitesi fra loro chiaroscuri - l'arte - nelle mani - di forgiare armi di fiato aghi - volutamente storti premeditati al ricercar del retto filo i nodi.
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L'arte della maldicenza, subdolo tatuaggio sull'incosapevole " nuda " pelle altrui, frutto di pochezza e invidia, e sempre, rigorosamente... a doppio taglio!

L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (20)

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mario calzolaro17 settembre 2010

La maldicenza è sempre indice di un malessere interiore, di una turba della psiche qualche volta! Che vogliamo farci? E' un'arma subdola, come l'invidia, una sorta di boomerang. Cosa dire, con l'Autrice, a chi è vittima della maldicenza? Ha già risposto il sommo Poeta:"Non ti curar di lor... ma guarda e passa!".

C
Carlo Barretta17 settembre 2010

Con vera sapienza poetica e maestria viene tratteggiata una delle arti più subdole e più radicate nell'essere umano: la maldicenza, figlia dell'invidia e della pochezza spirituale. Bella l'idea, il suo sviluppo e, come sempre, affascinante la cadenza poetica. Piaciuta molto

Felice Di Giandomenico17 settembre 2010

La maldicenza è la figlia primogenita dell'ignoranza. Il problema è che riesce sempre a ferire gravemente. Stupenda lirica che, oltre ad offrire preziosi spunti di riflessione regala anche quel gusto nella lettura che solo un certo stile poetico sa far provare. Bella veramente.

Anna Maria Obadon17 settembre 2010

Pensandoci bene il gossip esasperato nei mezzi di pubblicazione è sinonimo di maldicenza. Ieri, era la vicina di casa che si nascondeva dietro le persiane per spiare e chiacchierare: oggi è tutto potenziato come se non si potesse fare a meno di vivere di luce riflessa impicciandosi delle faccende altrui. Bella poesia.

D
Dany Blasi17 settembre 2010

Io penso e dico, condividendo pienamente la tua "La cattiveria, l'invidia, vola troppo bassa, non arriva mai al cielo"!Lirica piaciutissima!

Giovanna De Santis17 settembre 2010

...la maldicenza va batte la lingua sul tamburo... cita una canzone di De Andrè, e le comari di maestria tra invidia insensibiltà e cattiveria non finiranno mai di cucire, ma io dico sempre che la cattiveria in queste meschine persone sia come uno stato compulsivo, senza rendersi conto che prima o poi si ritroveranno sole, quindi anche autolesionista Magnifica poesia per stesura e cotenuto tanto sentito e condiviso

P
Pp17 settembre 2010

E' così non possiamo farci nulla... Variegato l'animo umano, variegata specie, quella umana... Meglio il mondo animale, vero amica mia! Ottima nella stesura, versi leggeri ed eleganti.

Silvia De Angelis17 settembre 2010

Poetare particolarmente sapiente, in una stupenda lirica, che fa arte di metafora, soffermandosi su tutte quelle persone che amano "inciuciare", danneggiando il prossimo... Lirica elegante, molto apprezzata

Splendido Leotta Michele17 settembre 2010

una poesia che mi ha affascinato per la sua graziosissima interpretazione poetica avvolgente, nel suo dire è entusiasmante... un capolavoro, che poetessa sublimamente espone... un vero splendore

Salvatore Ferranti17 settembre 2010

poesia che condivido. dal primo all'ultimo verso. c'è gente poco onesta in giro, purtroppo... bella ed apprezzata.

Tiffany 7017 settembre 2010

Il serpente ha la lingua biforcuta, a due punte, tale e quale quella del maldicente, che con un solo colpo ferisce e avvelena l'orecchio di chi ascolta e il buon nome di colui di cui si parla male... Non esistesse la maldicenza un buon 50% del disagio esistenziale sarebbe risolto...

Daniela Pacelli17 settembre 2010

Sono capolavori d'asola e bottoni le dicerie della gente che pur di far qualcosa deve sparlare anche quando non ce n'è bisogno. Descrizioni incantevoli per descrivere un fenomeno di cui ne siamo un po' tutti vittime, vittime dell'invidia altrui. Bella molto Anna, mi unisco alle tue parole con un grande applauso!

Berta Biagini17 settembre 2010

Colpita da questi versi che delicatamente immettono in un mondo che mai vorremmo vivere – eppure anche questo purtroppo ci tocca.

Moreno il Duca17 settembre 2010

la maldicenza cara amica è un'arte velenosa ma proprio come dici tu a doppio taglio comunque chi la fa la aspestti ottima poesia come sempre un abbraccio

Francesco Scolaro17 settembre 2010

Lo sparlare degli altri è diventato oramai una abitudine, una malattia sociale alimentata anche dal basso profilo di una società che ha perso ogni valore e si avvia verso il degrado morale... Bei versi abbinati a metafore molto calzanti.

Raggioluminoso17 settembre 2010

Un tessere e tramare che alla fine non ha alcuna utilità. Sarebbe meglio parlar chiaro, ma sembrerebbe che la sincerità non sia pratica abituale. Una poesia composta in modo meraviglioso, come sempre sa fare questa poetessa. Originale la metafora usata. Molto apprezzata!

Danielinagranata17 settembre 2010

splendide metafore un ritmo profondo e riflessivo, un sentire forte. tutto torna... nella vita... chi fa' del male lo riavra' indietro con tutti gli interessi

Nemesis Marina Perozzi17 settembre 2010

Chi non l'ha subita?... Fa male, tanto, a volte troppo, quando supera il "normale e tollerabile" pettegolezzo, diventando vera e propria calunnia persecutoria, che si concretizza con anonime parole scritte fatte trovare sul parabrezza di un'auto o in una cassetta della posta...

Vivì18 settembre 2010

Il maledetto vizio di parlare male degli altri e sempre quando questi sono assenti. Io aggiungerei anche un tocco di vigliaccheria e cattiveria. Brutto vizio che prima o poi si ripercuote su chi lo ha. Apprezzatissima lirica.

Anna Maria Scamarda20 settembre 2010

E' davvero pochezza umana quella degli ipercritici, o dei maldicenti. Non riesco a definirla in altro modo. Ma si sa che, come così come dice un famoso aforisma: "La bontà possiamo aspettarcela solo dai forti, mai dai deboli". Versi artisticamente bellissimi e Condivisissimi nel contenuto.