Ridesta
Parermi di vedere ancora la tua forma, vicino.
Rimangono invece pieghe bianche
dal tuo corpo modellate,
creste di lenzuola.
Parermi essersi agitati un mare di pensieri
nel tuo giaciglio.
Il tuo respirare ha chiuso i miei occhi;
alla veglia mi ha riportato il sogno di spiarti.
I miei occhi hanno tracciato il profilo della bocca,
ho indugiato sui capelli:
sembrano sottili fili neri, l'uno sull'altro.
Vigile, la mia mano ha immaginato di toccarti e
l'anima mia deve aver visto la tua.
Sono stata di te più gelosa
che una madre di un figlio,
ho domato fiamme più ardenti del fuoco.
I miei pensieri
come tumulto, folla, grida
alle tue orecchie, a ridestarti
saranno giunti.
Al risveglio, hanno mentito gli occhi che hai creduto chiusi.
Non hanno smesso di spiarti.
Un bacio, prima di andare.
Soltanto nell'incavo caldo del tuo collo
il mio pensare s'è avallato.
Quale pace! Quale dolcezza! Quale certezza!
Un momento: tu non sei più qui.
Qui c'è il tuo odore,
qui vedo la tua forma,
qui giace sul letto ancora la voglia,
qui alberga la speranza,
qui riposa il tuo ricordo,
qui il mattino sorprende un notte
di invisibili carezze
e confessioni biascicate solo a noi stessi.
Qui voglio mi prenda il sonno.
Parermi ancora guardarti guardarmi.
Parermi le mie mani
la tua che stringe la mia.
Ed ora, parermi esser desta mentre dormo.
©
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