Frammenti
Ho nausea e tabacco
cercando la giusta ergonomia di labbra
nella poltrona sul tallone del biondo filtro
in questa domenica che pare un vino bianco
e appena sfiora il mio corpo con aria salmastra
per spingermi sulle rughe del vecchio nuovo domani
cammino in punta di piedi
economizzando il rumore
con un'intelligenza miope
soltanto il respiro è più stolto di me
mi chino di giovinezza
al grido di mia madre
lei sta sul faro a gonfiare le nuvole
io sto sulla terra con un soprabito di vento
davanti all'avamporto degli occhi abissali di mio padre
dove i gabbiani cigolano dalle sottane del becco
il ricordo è un gesto di sacrificio
son morto mille volte per curarne i dettagli
ma poi mi perdo se fisso il limite che sono
in questo frammento di terra dimenticato
tra sassolini, granelli luminosi e dopo spenti
faccio ritorno
senza dover scacciare la strada dai piedi
ho attraversato solo l'odore di quello sfondo
oltre l'uscio della mia solitudine
perché il dolore mi coibenta con la sua certezza
perché io ho freddo quando mi copro con la sciarpa
dei vostri erranti sentimenti
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L'autore
Sincity
Commenti (2)
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Saldan19 settembre 2010
Questa poesia è la più bella tra quelle lette finora, senza ombra di dubbio... Conservo e segnalo, e spero che vinca (se si vuole far vincere la qualità), complimenti e grazie per la piacevole lettura.
Antonio Biancolillo19 settembre 2010
Mi sono ritrovato in pieno nel tema... nei versi di grande abilità poetica... tra questi frammenti d'anima che si presentano tra i passi di questa domenica... Piaciuta tantissimo...


