Echi di stagioni
Nicolò Tevere
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Batte il cuore, lo ascolto,
nel silenzio acceso di fresche rugiade
su foglie di teneri virgulti,
in uno strepitìo di echi lontani,
sento,
questo mio cuore in estasiate primavere,
aspettare l'estate di ombrosi tepori,
sotto querce di antichi ricordi,
che di calura non sanno aspettar sofferenza.
Bussa cuore,
bussa a questi colori di ruggine autunno,
soffiando su foglie scricchiolanti,
che sopra splendidi alberi furon regine,
ma che ora, con forte desìo,
lasciano spazio ad aquietate distese di candida acqua,
che da gelide nubi fioccando cade,
fino a coprir con bianche coperte questa selva,
di incontaminata saggezza.
Ma come un tamburo che annunciar vorrebbe notevole evento,
così il mio cuore,
scalpitando in incapacità di tener segreto,
vuole rivelar, in ardente bramosia,
il ritorno di antichi germogli.
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Nicolò Tevere
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