Radicando

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (14)
Molto profonda e condivisa nei concetti, pensieri scorrevoli e lirica deliziosa. molto bella
...ahahahah la Poetessa oggi è furente: il crash del sito (a Lei come a noi) ha tolto serenità e sonno e, in questo clima, è maturata questa "invettiva" contro la semicecità di coloro che rischiano di buttare al vento il dono della vita. io, proprio oggi, concludo un mio modesto contributo "poetico" proprio esaltando questo incommensurabile dono! Anna, nei suoi versi, incisivi e suggestivi, ci dona una pillola di saggezza. la chiusa è meravigliosa; noi- comuni mortali- ci accontentiamo di ben altre ali:è probabile che ci portino più in alto... senza rischi di rovinose cadute!
io credo che la vita sia importante, e che rischiare di sprecarla solo per provare un attimo di adrenalina... beh non sia giusto. ma ognuno può fare quel che vuole... bella poesia, apprezzata e condivisa.
me lo chiedo spesso anch'io... ricorderò sempre una frase di Alberto Sordi in un film dove interpretava un nobile romano con la erre moscia che raccontava:"ho circumnavigato in solitaria tra gli oceani ed è la che guardando le stelle una sera mi sono chiesto una sera... ma tutto ciò a che serve?...ad un c... o!
Si sofferma quest'oggi l'autrice su un tema particolarmente delicato, riguardante tutti coloro che praticano sport estremi, mettendo, talvolta, a rischio, la propria vita, quasi incuranti del dolore che potrebbero procurare alle loro famiglie... Originalità ed eleganza in una lirica apprezzatissima
Prima di leggere il commento dell'autrice su quello che lei ha voluto esprimere, ho dato una mia interpretazione che, pur essendo vicina al significato di fondo voluto dall'autrice, prescindeva completamente dal fatto specifico di coloro che praticano sport estremi. Ho pensato che si parlasse più generalmente di coloro tra noi che si ergono a giudici supremi di se stessi e degli altri, insomma di coloro che sono spesso coinvolti in un delirio d'onnipotenza illusoria. Ma per fortuna ci sono anche quelli che non pretendono le ali.
Condivido il pensiero dell'autrice sulla sacralità della vita e sulla negatività degli sport estremi ed ho letto con interesse i bellissimi versi che apprezzo molto per stile e contenuto.
Un pensiero molto profondo che condivido non capisco questi tipi di sport amo troppo la VITA per sfidarla splendida
Da la su è facile dimenticare il mondo, ma si è sempre a mezz'aria, tra il cielo e la terra, per quanto io ami lo sport e l'adrenalina, credo sia sempre opportuno tenere i piedi ben saldi per terra e cercare di dar un peso grande alla vita. Estremo si ma non sport folle come questi che spezzano molte vite. Riflessione apprezzata molto per il significato più profonda, solita stesura da poetessa. Applausi!
Tema controverso e difficile da gestire. Io ho sempre sfidato la vita e malgrado me sono ancora qui, Ha ragione Silvia, ho fatto restare sempre in ansia la famiglia ed è doveroso per chi ha affetti e figli gestre nel meglio il proprio vivere. Bellssima stesura molto piaciuta
Davvero non sarà mai abbastanza l'educazione alla legalità e al rispetto per la vita che si potrà trasmettere ai ragazzi nelle scuole. Ma ancor prima, in seno alle famiglie, affinché non venga vanificato il lavoro che svolge la scuola. Versi fortemente condivisi nelle importanti riflessioni.
Poesia difficile da proporre, scritta in maniera mirabile I giovani non pensano al dopo, al poi, essi sono innamorati di se stessi, essi vogliono vivere quel momento di gloria... poi ...poi solo il rumore delle lacrime dei genitori e di coloro che li hanno amati Applausi, Poetessa, applausi infiniti
A volte capita, e non solo a chi pratica sport estremi, di dimenticare la nostra natura mortale. Giochiamo d'azzardo con la vita come se noi stessi ne fossimo i creatori... Divinità immortali a cui non capiterà mai di bere l'amaro calice della sconfitta. Quando si corre su filo del rasoio, basta una leggera perdita d'equilibrio per subire lo scacco matto che segnerà la perdita di una partita senza appello.
Questo monito potrebbe essere rivolto a tutti coloro che si credono sovraumani negli sport estremi, come nella vita... non percependo mai la nostra natura fatta di terra... Grazie, sempre speciali i tuoi versi!











