La luna dell'amante
Raffyka Danse Macabre
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ogni giorno è ormai struggente
di una vita troppo infame
-cogli l'attimo fuggente! -
Carpe diem non tesse trame.
Sorrisi in un film straniero
nascondono nervi tesi
quando il mare è un mare nero
e i minuti non sono spesi
una ricerca pare inopportuna
corrode gli occhi nell'oscurità
oh speranza, oh avversa fortuna!
Distanza immane o nuda viltà?
Mirando quant'è orribile la luna
Col trionfo dell'ignoto sta aspettando
Chiedendosi, nella luce bruna
se mai desidera il suo sguardo
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele27 settembre 2010
fantastica esposizione poetica la cui lettura stupenda impreziosisce poesia lo spunto poetico è meraviglioso... un abbraccio e tantissimi complimenti

