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Natura 29 settembre 2010 · lettura 2 min · 3140 letture

Siamo foglie che muoiono spoglie

federico scap 37 poesie pubblicate
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Se fosse lieve l'irradiar del sole Se nell'oscuro sarebbe soave Sarei gaio di morire nel lume Saprei chiudermi a chiave Destandomi nel mio fiume, Sapendo che viver duole. Trafitto dal bagliore del sole Mi sento mancare per il debole Vivere, in un sogno Non sento di averne bisogno. Non Odo nessun rumore Nemmeno un suono d'amore, Il sole si va placando E intanto io, sto vacando Nelle mie memorie di un tempo, Quando io e dio eravamo attempo, Un dì non credeste più in me. Del dio siamo solo le dame Che passeggiando per la corte Vagano alla rinfusa, in cerca di sorte Quando l'uomo si leva dal ramo Il pittore fa un bel ricamo D'una foglia morta nel volare Qui un uomo farei citare. Tra voi si trova Nel pensare cova, Da compiendo piccole azioni Dal vestirsi al lavarsi son buoni Gli uomini che vagheggiano, Col pensiero arrivano all'altopiano. Guardando la folla, con gesto saluta Da giovane ero un ruta Cresciuto in luoghi aridi Dove alla noia ti affidi, Per giocare a dadi con la morte Non si è capaci di esser più forti, Lei batte sempre i suoi allievi, Proprio che nel mio cuore ardevi, Musa mia, siamo foglie Che muoiono spoglie
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trovo ristoro dalle fatiche del giorno nel mio fiume, mi sento mancare per il bagliore del sole, non mi servono illusioni per vivere in un sogno. l'uomo nel levarsi dal ramo diviene una foglia morta.

L'autore
federico scap
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Commenti (1)

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Anna Elvira Cuomo29 settembre 2010

Bisognerà che, prima d'affrontare la lettura, voi leggiate la biografia di questo autore, io uso far così sempre. Indi m'affondo nella lirica e mai vocabolo fu esatto "affondare"; sì, perché in questa lirica si affonda, ci si bagna delle acque di quel fiume, ci si inebria dei tiepidi raggi di quel sole e si sguazza tra versi di "complessa semplicità". Va letta e riletta e, ogni volta, vi parrà di cogliere una diversa sfumatura, un suono, un profumo. Davvero intensa, grazie per l'emozione provata