Siamo foglie che muoiono spoglie
federico scap
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Se fosse lieve l'irradiar del sole
Se nell'oscuro sarebbe soave
Sarei gaio di morire nel lume
Saprei chiudermi a chiave
Destandomi nel mio fiume,
Sapendo che viver duole.
Trafitto dal bagliore del sole
Mi sento mancare per il debole
Vivere, in un sogno
Non sento di averne bisogno.
Non Odo nessun rumore
Nemmeno un suono d'amore,
Il sole si va placando
E intanto io, sto vacando
Nelle mie memorie di un tempo,
Quando io e dio eravamo attempo,
Un dì non credeste più in me.
Del dio siamo solo le dame
Che passeggiando per la corte
Vagano alla rinfusa, in cerca di sorte
Quando l'uomo si leva dal ramo
Il pittore fa un bel ricamo
D'una foglia morta nel volare
Qui un uomo farei citare.
Tra voi si trova
Nel pensare cova,
Da compiendo piccole azioni
Dal vestirsi al lavarsi son buoni
Gli uomini che vagheggiano,
Col pensiero arrivano all'altopiano.
Guardando la folla, con gesto saluta
Da giovane ero un ruta
Cresciuto in luoghi aridi
Dove alla noia ti affidi,
Per giocare a dadi con la morte
Non si è capaci di esser più forti,
Lei batte sempre i suoi allievi,
Proprio che nel mio cuore ardevi,
Musa mia, siamo foglie
Che muoiono spoglie
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L'autore
federico scap
Commenti (1)
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Anna Elvira Cuomo29 settembre 2010
Bisognerà che, prima d'affrontare la lettura, voi leggiate la biografia di questo autore, io uso far così sempre. Indi m'affondo nella lirica e mai vocabolo fu esatto "affondare"; sì, perché in questa lirica si affonda, ci si bagna delle acque di quel fiume, ci si inebria dei tiepidi raggi di quel sole e si sguazza tra versi di "complessa semplicità". Va letta e riletta e, ogni volta, vi parrà di cogliere una diversa sfumatura, un suono, un profumo. Davvero intensa, grazie per l'emozione provata

