Ahimè
limpidi sogni
sgorgano giallastri
dalle vesciche poetiche
Ahimè
la mia testa è un cosmo
poggiata sul collo decomposto
pidocchi sull'altalena dei capelli
mi gratto
le unghie sprofondano
nel mio infinito
i sogni puzzano
da quanto tempo più non dormo
da quanto tempo più non cambio
le lenzuola del sonno
sotto le mie coperte
fogliami di fiato
e aromi di tenebra
forse mi laverò di emozioni
solo quando impugnerò
i tuoi occhi sbriciolati e accecar
quegli sguardi d'anima che spiano
ogni mio angolo anfratto
per limpidi momenti nocivi
forse le mie lacrime non sono
che l'eco obliquo della pioggia
non sono che spine sui passi nudi
con cui vago sul tuo tocco tetro
con cui vago come feto dei tuoi giorni
e io non son mai nato
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L'autore
Sincity
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