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Riflessioni 12 ottobre 2010 · lettura 2 min · 2565 letture

La notte versa inchiostro

Carla M Casula 133 poesie pubblicate
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La notte versa inchiostro per macchiare di nuovo le parole e della luce resta il suono dell'inverno che bussa, col suo cappello a falde e il bastone di castagne poi svuota le valige di ciottoli illibati, incisi nel tepore di settembre. La notte versa inchiostro ma il nero sbianca la memoria, perché il carbone scema in latte e il buio annoda la mia cornice rosa con spazi d'ali e bouquets senza una sposa e pettina, di schiena, nomi ed indirizzi per ritrovare un appiglio nell'estate che mi sbatteva in faccia il mare, a colazione. La notte versa inchiostro e sa di valeriana, nel placebo degli occhi al pianoforte mentre sorride per le unghie lilla che non graffiano più scale di do nè le biscrome dei quattordicianni, quando facevo bolle di sapone con tasti bianchi e principi a cavallo. La notte versa inchiostro e conta mani sconosciute, culla miagolii di gatti senza baffi, acciambellati sopra i fumaioli; la notte versa inchiostro per mentire al primo suono di campana o all'ultimo, che stringe nel suo guscio le canzoni e le fragilità.
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La notte rovescia la clessidra dei piensieri e getta un ponte sul passato

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Carla M Casula
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