La notte versa inchiostro
Carla M Casula
133 poesie pubblicate
+ Segui

La notte versa inchiostro
per macchiare di nuovo le parole
e della luce resta il suono dell'inverno
che bussa,
col suo cappello a falde
e il bastone di castagne
poi svuota le valige
di ciottoli illibati,
incisi nel tepore di settembre.
La notte versa inchiostro
ma il nero sbianca la memoria,
perché il carbone scema in latte
e il buio annoda la mia cornice rosa
con spazi d'ali e bouquets senza una sposa
e pettina, di schiena, nomi ed indirizzi
per ritrovare un appiglio nell'estate
che mi sbatteva in faccia il mare,
a colazione.
La notte versa inchiostro
e sa di valeriana,
nel placebo degli occhi al pianoforte
mentre sorride per le unghie lilla
che non graffiano più scale di do
nè le biscrome dei quattordicianni,
quando facevo bolle di sapone
con tasti bianchi e principi a cavallo.
La notte versa inchiostro
e conta mani sconosciute,
culla miagolii di gatti senza baffi,
acciambellati sopra i fumaioli;
la notte versa inchiostro
per mentire al primo suono di campana
o all'ultimo, che stringe nel suo guscio
le canzoni e le fragilità.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Carla M Casula
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
