Ai confini della verità
Son rimaste impigliate
sugli zoccoli delle chimere
le fanciulle dita per contar gli anni
e dispiegar l'amarognolo della saliva
sul mio viso già vecchio se la tua mano passava
vorrei ridarti indietro
quel mercoledì di sventurate nuvole
quasi illuminato in un angolo del tuo occhio
il cromatismo collerico che di rosso mi tingeva
se il tuo singhiozzo scorporava l'alcolico diaframma
ho conosciuto un gioco adulto
tra le antiche rimembranze del buio
tra i fianchi stretti del baldacchino
e mai ho condiviso il mio silenzio ferito
per decorar sui trespoli la mia facciata
imbraccio l'alba calibro giorno
solo un riflesso di sabbia sui piedi roventi
e una morte da consegnar sul versante di altre razze
e il mio passo stanco segue il suo passo paterno
o segue le orme del suo odio, ora ingenuo mio passo
le mosche tornano a cibarsi
della carne mia esile
quasi riesco a fiutare il bianco delle ossa
quasi sento il pianto del seno di mia madre
sulle le labbra mie che cercano la sua siccità
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L'autore
Sincity
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