846 lettori online · 355.185 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 17 ottobre 2010 · lettura 1 min · 1484 letture

Mi chiamo suzy vong

C
Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
+ Segui
Mi chiamo Suzy Vong ho anni dodici, figlia di pescatori, in un villaggio indocinese. Da noi, la povertà tira  a riva le reti, ma nella giungla raccolgo i fiori. Appena fuori verso la spiaggia, v'è un albergo, lì, la gente si sdraia al sole, v'è un lungo tavolo pieno di cibo, mio zio vi fa il cameriere. E l'altra sera, mi raccontava  di un certo Babbo, che suole portare doni la notte di Natale, ai bambini buoni. Io non sono cattiva, eppure nessun  regalo ricevo. E stasera, lo zio, in quell'albergo mi porterà, non sarò più bambina, domani mattina. Cento dollari, degli uomini, turisti per caso, pagheranno la mia verginità.
♥ 0 💬 7
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
C
L'autore
Citarei Loretta Margherita
Tutte le opere →

Commenti (7)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Doraforino17 ottobre 2010

Un tema sociale che ben evidenzia il mercato dei bambini all'estero. Dove vengono venduti per cento dollari a turisti per caso bambine innocenti, violate nella loro innocenza. Molto profonda.

P
Pp17 ottobre 2010

Ogni qualvolta si parla d'infanzia violata, vengono alla mente i ricordi di distruzioni perpretate nei confronti dei bambini. Purtroppo sono infinite le situazioni, originale contesto in cui è inserita, la violenza verso le bambine della cina, la cui identità come 'femmine' le porta ad una condizione di sottomissione umiliante.

Clara Gismondi17 ottobre 2010

Argomento trattato in modo toccante. La tua poesia mi è piaciuta molto e l'ho votata!

Giuseppe Bellanca17 ottobre 2010

Ottima presentazione di questa poesia molto riflessiva dove il testo tocca uno degli argomenti più scottanti della perversione umana, giovani bimbe vendute per pochi soldi rubandone la verginità, pedofilia legalizzata, genitori crudeli che senza scrupoli vendono le figlie sfruttando il dono della fanciullezza. E' anche vero che nella civiltà orientale questo fenomeno è molto sviluppato basti pensare che a vent'anni una donna è considerata (per quel mestiere) già vecchia, si va sempre alla ricerca di questi giovani acerbi, purtroppo e lo sottolineo. Tutto questo che per noi è scandaloso per loro è quasi routine mi spiace dirlo ma è così. Nell'insieme trovo la poesia molto reale e condivido ed appludo i tuoi versi.

Raggioluminoso17 ottobre 2010

Una violazione d'infanzia poco trattata - ma non aggiungo altro per l'orrore che provo e la mia rabbia è troppa per scrivere rimanendo "corretta". Complimenti sinceri per questa poesia "denuncia". !

alessio carlini18 ottobre 2010

che dire! una bellissima posia ed una dura riflessione che ci porta a vivere per attimi uno dei mondi dell'orrore... stile e stesura impeccabili... piaciutissima un abbraccio

mario calzolaro18 ottobre 2010

Sono molto ammirato... ho apprezzato tantissimo questa meravigliosa lirica