Viaggio in letargo
Marco Zuffo
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Saltano gli ultimi grilli
su fili d'erba secca
lasciano spazio i monti brulli
a vive piogge in prati verdi.
Freddi incontri,
primi funghi,
e poi giorni meno lunghi.
Nebbie e castagne,
tini gonfi,
e profumi da camini caldi.
Minestre colorate,
finestre appannate
guardano la fine dell'estate.
Cresce la voglia di letargo,
come in un lungo viaggio,
senza niente che ti sveglia.
E nasce un sogno
padre di un regno
di riso misteri e racconti
tra strade romane,
castelli case fiumi laghi e ponti,
ammira dal basso i monti,
e scivola in su sopra un manto di ghiaccio,
scende in grembo a grossi uccelli
senza vento nei capelli
sotto una spessa coperta.
Sarà una finestra aperta
a portare il profumo di Maggio
quando il treno sarà fermo,
concluso il viaggio,
nel tepore del risveglio.
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Marco Zuffo
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