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Poesia 26 dicembre 2017 · lettura 2 min · 1026 letture

In fila dietro a uno sportello

Marco Zuffo 103 poesie pubblicate
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Cianfrusaglie giù in cantina, di ricordi una vetrina, e fogli addormentati, riflettori mai puntati, sulle idee che si dimenticano, presto o tardi tornano, quei sogni mai sopiti, spesso antichi e ricamati, su una vita troppo pallida, monotona e un po’integra, scomposta in uno schifo di realtà. E si rifletta, in tanti bei tagli di specchio, che nell’inverno anche il profumo cambierà, perché lo sforzo ormai è al minimo, e acceca il sole di un’estate, sforzandosi a pensar che non si fa. Sono giorni le stagioni, immortali le prigioni e cuori ormai spezzati, da segreti confessati; a muti gessi che poi esplodono, sì sciolgono, sacrificano, il corpo alle illusioni, farsi amare dai padroni, come cani che scodinzolano, abbaiano e non mordono, nel buio della periodicità. E non sospetta, che le risorse siano minime, l’inverno non riguarda più l’età, che poi il progresso, è la scommessa, del cambiamento in ogni senso, per cambiar se stessi e non l’umanità. Di bugie e buone intenzioni, son farciti molti errori, col significato, che conviene a chi ha studiato; In questa notte senza lacrime, metalliche, magnetiche, scorrendo nelle vene, limature e acetilene; come i ricchi che non godono, e patiscono, e commiserano, il tempo dedicato alla pietà. E quanta fretta, in fila dietro uno sportello, non passa tempo o sguardo alla curiosità; Quasi una gabbia, angusta e fredda, per polli grassi ed ingozzati, che aspettan solo il turno per crepar.
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Marco Zuffo
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