Gocce di Sale
Nicolò Tevere
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Figlia di sguardi assenti, di assorti pensieri,
sono qui,
che di uscita corteggiar mi appresto,
da codesti occhi sgranati,
in un luccichio di vita trascorsa, di pieni ricordi.
E scivolo via,
tra rughe aperte di eterni consigli,
come fiumi tra ripide rocce,
a ricordar sapori di giovane ascesa,
che impossibile fu il nominar vecchiezza.
Ma inarrestabile cado,
come uno sciatore di consumata valenza,
evitando dossi di gote scoscese,
e la mia vita va,
piano piano,
sbattendo su gambe perennemente sedute,
che di vertical postura,
rimembranze non osa.
Inevitabile fu per me
l'abbandonar siffatto corpo,
a terra cadendo,
spargendo qua e là consapevole sale...
...di esistenze vissute.
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L'autore
Nicolò Tevere
Commenti (1)
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Doraforino25 ottobre 2010
E' stato bello leggere questa poesia in in luccichio di vita trascorsa e ricca di ricordi. Commovente.

