Lo sguardo della notte
Raffyka Danse Macabre
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Le onde nere tinte di tenebra
Spezzano l'orizzonte con violenza
I venti ululano la tempesta
Sembra piegarsi la fitta foresta
E oltre la collina il cielo si spezza
Cade la pioggia, pietà non rimembra
Come un matto si agita la natura
Matrigna senza figlio né paura
E la notte dalla mano oscura
il tremore di ogni creatura
scruta, un fulmine spegne la luna
col timore di una luce insicura
fugge la vita con furore e impeto
accecato nel buio tormentoso
in un teatro tragico imminente
-vorrei scampo, urla l'impenitente
Contro un cielo o un inferno accidioso
Contro una notte mossa dall'assalto
Che assale con sguardo compiaciuto
Di chi, complice della distruzione,
nega il barlume della sua ragione
come l'artista che chiuso in prigione
ringrazia Iddio per la sua protezione
così il crepuscolo frena l'avvento
e pare lo sguardo più che infinito.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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