Mandria sperduta in terra d'oblio
Lena Orfeo
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Siam tonni
narcotizzati dalla mattanza,
poveri buoi senza aratro
a zoccolar la sterpa.
Mandria sperduta
in terra d'oblio...
Immemori
dei buchi nella suola,
di eserciti
a belar come agnelli
tra selve nere di vento
e baratri di paura.
I nostri cuori,
castelli raminghi e inquieti,
s' annacquano
d'una brina inconsistente
che fa del cielo
arena senza stelle,
del mare
tappeto inerme,
senza eco tra le onde.
Schiuma piatta,
suonata tra le corde
e un'arpa muta
senza dita
a vibrar l'assenza.
Arreso,
vecchio e liso,
l'uomo depone la sorte,
e in un'armatura rigida
abbraccia l'inverno.
Stanco,
oramai troppo stanco
per non lasciarsi andare,
per non lasciarsi morire
e dal gelo ibernare.
©
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Lena Orfeo
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