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Introspezione 22 novembre 2010 · lettura 1 min · 1414 letture

Dedicato a me stesso

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Guarderò dentro gli occhi di un bimbo cresciuto come noi a raccontarsi bugie e troverò il riflesso di un mondo che piomba nell'abisso più scuro sicuro di cadere con esso insieme alle anime di miliardi di uomini spenti accesi fra le fiamme di un inferno che si creano per caso da sé. Ma io rimarrò in piedi a guardare la pioggia che cade incessante che mi scivola addosso come docile lava infuocata nell'inferno a cui non posso più credere, se il mondo crolla io resto a guardare se il mondo è feccia io sono diverso se il mondo mi guarda io non abbasso la testa ma rimango impassibile come colonna portante sotto i colpi di un terremoto frenetico eroico pilastro cocciuto in mezzo alle spesse macerie di un tempio dedicato a me stesso.
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Michele Tropiano
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Commenti (2)

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alessio carlini22 novembre 2010

in piedi come quella colonna per esserci... introspezione e riflessione graditissima

Luigi Di Landro4 gennaio 2011

eppure il "noi" iniziale (plurale rivolto a se stessi? No, perché hai iniziato con una prima persona singolare -guarderò-. Allora rivlto a chi è fuori? Forse, ma mi sembra che poi quelli fuori nn siano molto graditi. Allora forse un noi d transizione, che prelude al tuo ideale ma che introduce il anche il reale esterno) tradisce particolarmente la instancabile voglia di verdersi in compagnia più che soli come quella colona. L'inferno d te decritto è particolare, acceso pr caso, induce quasi ad un srriso. Ma è l'unica fonte di luce in mezzo a quelle macerie. Si direbbero ancora grida esterne questi teremoti e scossoni. Credo che se tu crollassi, ti divertiresti ad essere un meraviglioso poeta nel tempio del quale andrebbero in molti! Bella!