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Morte 24 novembre 2010 · lettura 2 min · 1673 letture

Non ho più paura

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Ho pensato a tutti quelli che non sono più tra di noi che ridiamo e piangiamo e ho visto tombe aprirsi come portoni di chiese che dispensano messe ogni santa domenica con le folle supplicanti ansimanti angosciate dalla loro ultima ora, ho visto tombe dischiudersi come fiori a primavera e sono usciti da lì cadaveri più vivi che morti; ho scritto lettere per ognuno di loro piene di domande a cui non ho avuto ancora risposta se non con un cenno d'intesa, ma non ho più paura perché ho ascoltato i loro canti come un coro di mummie in uno studio polveroso ma ripulito da ogni dolore acerbo come quel punto che di vita ha nome, (1) ma non ho più paura perché il nostro è destino scritto nelle stelle lucenti lontane dalle nostre passioni infinite come l'universo che severo ci circonda come in battaglia un nemico che non puoi vincere mai. __ (1) C'è un'operetta morale di Giacomo Leopardi, "Dialogo di Federico Ruysch e le sue mummie" in cui nello studio polveroso si leva un coro di mummie che, risvegliate magicamente dal loro sonno eterno, ad un certo punto della lirica iniziale declamano "[...] Che fummo? / Che fu quel punto acerbo / Che di vita ebbe nome? / Cosa arcana e stupenda / Oggi è la vita al pensier nostro [...]"
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[...] Che fummo? Che fu quel punto acerbo Che di vita ebbe nome? Cosa arcana e stupenda Oggi è la vita al pensier nostro [...] (dialogo di Federico Ruysch e le sue mummie, Operette Morali, G. Leopardi)

L'autore
Michele Tropiano
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Commenti (1)

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Cristian Cortesi25 novembre 2010

Complimenti... molto bella... se non ho capito male, la paura è soltanto terrena, perché "dopo" non esiste dolore, condivido appieno!