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Morte 25 novembre 2010 · lettura 1 min · 2978 letture

A te mi rivolgo caro amico mio

Pino Tota 1101 poesie pubblicate
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Così breve quel cammino. Fuggitivo come i giorni... E quando ritorno in quella piazza nel colore smunto di quegli spazi insieme vissuti, simili ma diversi, come eravamo ti rivedo... mai veramente uno noi fummo: conquistati dall'appagamento di puri egoismi e fanatici dell'incoscienza, consumammo quei pochi spazi di un percorso: l'importanza e il valore dei migliori giorni. Come sempre la vita si congeda e tu hai spezzato il filo che ti legava a questa terra... ora ti posso parlare come mai feci prima. Ti parlo ripensando alle esperienze ormai lontane in questa città che senza te mi sembra fantasma, dove muoiono i profili di un regno che dominammo forti della nostra gioventù. Le vuote finestre, vuote come volti smarriti, vuote come le nostre illusioni. La vita sta passando senza farsi sentire e mi ha lasciato a vegliare l'immagine di una brevità sprecata.
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A Franco S. che ha voluto visitare l'aldilà prima del previsto... caro amico mio di gioventù e di bonarie scelleratezze...

L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (6)

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Silvia De Angelis25 novembre 2010

La vita non riserva lo stesso percorso a tutti, ognuno di noi ne ha delineato un tracciato diverso, del quale bisogna saper assaporare i frutti... quali essi siano... Lirica molto piaciuta

Clara Gismondi25 novembre 2010

Poesia che entra dentro in tutto il suo dolore e che lascia il rimpianto di un tempo che non ha dato la possibilità di vivere pienamente la propria vita. L'ultima strofa mi si è scolpita nella mente!

Enrico Baiocchi25 novembre 2010

E' un gran peccato che riusciamo a capire il valore delle persone che hanno segnato la nostra vita quando spesso è ormai troppo tardi per far loro sapere quanto erano importanti, chi ci precede nel lasciare questa vita ci lascia la pesante eredità di tirare le somme che non sempre quadrano.

Danielinagranata25 novembre 2010

Una poesia toccante che commuove per intensità e profondità di pensiero per un caro amico che non c'è più ricordi rimasti indelebili nella mente e nel cuore

Nemesis Marina Perozzi26 novembre 2010

E' il mistero della morte, che ci spaventa e ci fa rabbia... perché ci mette di fronte all'imperfezione, ci ruba gli affetti, gli sguardi, le parole che avremmo voluto dire e che ci sono rimaste in gola... mentre il nostro sguardo asciutto ed impassibile osserva l'anima, che annega in un mare di lacrime e non sa difendersi...

alessio carlini27 novembre 2010

ci sono tornato oggi su questo testo, la mia memori in questi temi è molto delicata... ci sono persone speciali che risiedono nella nostra anima e nella nostra formazione di vita e non solamente un ricordo, ma parte di noi stessi... commosso e partecipe grazie!