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Fantasia 26 novembre 2010 · lettura 2 min · 3354 letture

Demenziale... e modi di dire

Pino Tota 1101 poesie pubblicate
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Mi sentivo al "settimo cielo"... avevo risolto "una gatta da pelare" e me l'ero cavata "per il rotto della cuffia"... Quel "pezzo da novanta" m'aveva avvisato di "stare in campana" e di non farmi "prendere in castagna"... Avere a che fare con "un'eminenza grigia" dimostrando di "avere del fegato" senza fargli "perdere le staffe" significava "fare il salto della quaglia"... Ormai l'avevo "fatta franca" e mi definivo "nato con la camicia" anche se non ero "uno stinco di santo" non c'era "trippa per gatti"... Ma il destino stava "ciulando nel manico" entrai in società con un "vecchio bacucco" che per "sbarcare il lunario" lui che era "povero in canna" credette di "inseguire una chimera" inventandosi "una catena di Sant'Antonio"... Tutti capirono che si trattava di una "bufala" quindi nessuno si fece "infinocchiare" anzi dovetti "pagare sull'unghia" e rimasi "senza il becco di un quattrino". Cominciavo a "dare i numeri" perché "pioveva sul bagnato" e il pensiero ormai era quello di "darmi all'ippica"... La morale è "questione di lana caprina"... se "piove a dirotto" e le gambe fanno "giacomo giacomo" significa che "gatta ci cova"... è dai tempi che "Berta filava" che si sa che "per un punto Martin perse la cappa"... l'importante è "non farsi mettere alla berlina" e "non perdere la trebisonda" altrimenti... "Buonanotte al secchio"...
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Nel lessico di tutti i giorni sono impiegati modi di dire che usiamo abitualmente, dei quali magari non ne conosciamo né l'origine né il vero significato... mi sono divertito a comporre una storiella, demenziale, solo perché ...si dice!...mi piacerebbe vi divertiste a fare ricerche sulle origini di questi motti... Per i vecchi amici... oggi è venerdì...

L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (8)

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Silvia De Angelis26 novembre 2010

Una lirica divertentissima composta, per la maggior parte, di "piccoli detti" che hanno dato colore ad un'insolita poesia, davvero gradita e piaciuta

Daniela Pacelli26 novembre 2010

Gradita lettura di questi versi che raccolgono modi di dire spesso usati senza conoscerne la provenienza ed il significato. Molo molto piaciuta!

Giovanna De Santis26 novembre 2010

e quanto sono mancati questi venerdì finalmente tornati con poesia "demenziale " che demenziale assolutamente non è anzi interessantissima è vero usiamo tanti modi di dire che di alcuni non conoscendo né il significato, ne l'origine li diciamo, bellissima strepitosa rarefatta poesia grazie e complimenti Pino piaciutissima!

E i vecchi amici eccoli qui sul pezzo per la tua poesia del venerdì...Che versi pieni di estro... Mi sono veramente divertita nel leggerla e me la conservo perché è di grandissima originalità! Che bello rileggerti Poeta!

Kiaraluna26 novembre 2010

Modi di dire scontati per un capolavoro dell'ingegno! Metterli tutti assieme ed ottenerne un'opera tanto gustosa non è da tutti. Grazie Pino, l'appuntamento col sorriso del venerdì è tornato alla grande!

mario calzolaro26 novembre 2010

Questo Autore, completo ed autorevole, mi colpisce- sempre- per la sicurezza dello stile e la ricchezza delle immagini. Complimenti anche per questa perla

Nemesis Marina Perozzi27 novembre 2010

Ah! Che rabbia insegnare Matematica! Però potrei sempre usarli per giochi logici ed enigmistici, o per creare "pazzeschi" problemi irrisolvibili!...

Raggioluminoso27 novembre 2010

E mi mancava questo "venerdì" che ho letto con molto piacere. Spesso usiamo parole e detti come luoghi comuni senza rendercene conto e il nostro parlare diventa quasi scontato e spesso privo di senso e "non c'è trippa per gatti" ... Graditissima poesia, complimenti!