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Sociale 30 novembre 2010 · lettura 1 min · 5483 letture

Essere umani

Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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Mi chino sullo stupore del tuo viso ne bevo e ne respiro ogni emozione che sia dissenso o approvazione lo faccio mio giacché sono il tuo specchio è peculiare quanto l'unicità facciale la sovrana dignità ch'esprime al di là delle parole di garbo o ferale indifferenza il bene e il male legati nel profondo ma stampati nello sguardo glaciale quell'espressione vile del ferire gratuita cruenza del bieco viscerale appagamento all'umiliare resta, del verbo che distinse noi dall'animale l'epitaffio che imprime sulla tomba del rispetto un altro graffio e del primordiale essere umani che più siamo, la vitale piaga infetta malcelata del disprezzo.
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L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (23)

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D
Dany Blasi30 novembre 2010

Prerogativa feroce dell'essere umano il ferire, umiliare, solo per il gusto di farlo, che ci distingue dagli animali che feriscono solo per vivere! Spero di aver capito bene il senso di questi tuoi versi veramente speciali e profondi!

Anna Maria Obadon30 novembre 2010

Ci sono "persone" che fanno dell'umiliazione e la prevaricazione nei confronti degli altri il loro passatempo preferito, purtroppo, dobbiamo convivere con tutti e accettarli ugualmente... visto che si possono sopprimere ahhhhhhhhhhh

Silvia De Angelis30 novembre 2010

Purtroppo esistono alcune persone che ampliano il lato oscuro, insito in ognunodi noi, forse perché incapaci di tenerlo a bada o forse perché amano fare male, in ogni caso proseguono in quel percorso cercando, senza validi motivi, di danneggiare il prossimo... Lirica molto apprezzata

Eirene30 novembre 2010

Errare humanum est, perseverare diabolicum... non ci si può riconoscere come uomini quando si infierisce sull'altro, non ci può essere appagamento nel causare dolore... non può essere la parola ciò che ci distingue dagli animale che agiscono solo per l'istinto della sopravvivenza... il salto di qualità lo fa la capacità di provare compassione in primis per se stessi, per poter poi ricominciare dai propri sbagli... se non si ha questa capacità non si è umani... versi veramente bellissimi e che fanno meditare attentamente...

Rosy Marchettini30 novembre 2010

La bestia più immonda e feroce è proprio l'essere umano, dotato della parola, ma a volte la lingua di alcune persone dovrebbe esser recisa, o meglio, forse quella parte di materia grigia che non funziona! Il forte schiaccia il debole, ma anch'esso è schiacciato da chi sarà più forte di lui, nessuna persona che ha tale atteggiamento è degno di chiamarsi UOMO! Bellisima poesia che induce a più ampie e profonde riflessioni Piaciuta moltissimo e condivisa in pieno

Giorgio Dello30 novembre 2010

poesia che mette a nudo tristi verità, in una umanità sempre più crudele dove sembra che l'appagamento si ottiene solo nel provocar dolore all altro in maniera non solo fisica. Umanità malata che ha bisogno di forti iniezioni di tolleranza e comprensione. Lirica meravigliosa, un colpo al cuore che fa pensare!

s
senzamaninbicicletta30 novembre 2010

analisi perfetta, cruda e scevra d'orpelli. Se l'uomo, come citato nei commenti, è diverso dall'animale, probabilmente deve imparare molto da esso: in primo luogo che il potere è nel rispetto del più debole. Poesia profonda e condivisa

Felice Di Giandomenico30 novembre 2010

Senza dubbio nel tempo che stiamo vivendo si è completamente perso il senso del rispetto, di un sano confronto reciproco. Si respira ovunque aria di prevaricazione, di aggressività, di ritorsione verso coloro che – solo apparentemente – possono sembrare più deboli e indifesi. I tuoi versi illuminano aspetti sui quali si dovrebbe riflettere attentamente soprattutto per tornar a far pace con la natura umana. Ottimo componimento, molto sentito a livello emotivo.

Quell'indifferenza ancora la porto scalfita sulla mia pelle... occhi e sguardi che sanno solo ferire, come lame... O sono cattiverie gratuite che bruciano ogni spazio della pelle... di gente presa dalla malsana gelosia e invidia che attanaglia i loro denti... o semplicemente sguardi inutili asserviti solo a se stessi che calpestano esistenze altrui... L'ho sentita molto addosso... E' stupenda e tu poetessa sfiori ogni respiro dell'anima sempre!

Daniela Pacelli30 novembre 2010

Indifferenza che fa male che segna. che toglie il fiato. Come sempre magistrale piena di sentimento e vericità. Applausoni Anna!

Gabry Salvatore30 novembre 2010

Profonda riflessione sull'uomo e la difficoltà di relazionarsi imponendo la propria idea e umiliando gratuitamente o peggio ancora l'indifferenza che uccide. Bellissima e profonda riflessione, complimenti!

Clara Gismondi30 novembre 2010

Quanta strada dobbiamo fare per essere come dovremmo! Sono cresciuta sentendomi dire che gli animali sono migliori delle persone e io pensavo che esagerassero per un amore esagerato verso i cani. Da adulta ho capito che l'uomo spesso è veramente peggiore dell'animale. Condivido tutto!

Rossella Gallucci30 novembre 2010

Una grande poesia, una riflessione profonda sull'uomo, sicuramente e senza ombra di dubbio gli animali sono migliori dell'uomo. Certe efferatezze nella vita degli animali non si vedono, ancor meno l'umiliazione dei più deboli che è la cosa più vile che un uomo possa fare. Condivisa, bellissima anche la forma

Luigi Arcopinto30 novembre 2010

Una meravigliosa riflessione in versi... Poesia apprezzatissima... complimenti!

Pino Tota30 novembre 2010

L'"umano" che nulla ha di umano quando è pronto a ferire, colpire l'altrui dignità, godendo dell'umiliazione inferta... quasi avesse bisogno della sofferenza arrecata per dimostrare a se stesso la propria superiorità... Lirica stupenda di elevatissimi contenuti...

U
Ugo Mastrogiovanni30 novembre 2010

Nel libro del profeta Geremìa (17, 58) si legge: purtroppo in lui è prevalsa la siccità e aridità spirituale, anche se il suo podere era pronto a produrre frutti di bontà, di accoglienza e di amore, oggi sembra destinato al contrario. Leggendo la bella poesia di Kiaraluna mi vene in mente l'asserzione di Plauto "Homo hominis lupus".

Raggioluminoso30 novembre 2010

Penso la dignità sia il maggiore valore e che le persone meritino rispetto, in ogni ambito ci si trovi ad agire. Ma accade spesso che non ci sia vicinanza di intenti e, peggio ancora, che non ci sia compresione, né tanto meno, venga esercitato un ascolto attivo. Semplici miserie umane da cui io preferisco evadere. Molto profonda. Apprezzatissima!

Berta Biagini30 novembre 2010

Una poesia che non dovrebbe meravigliarci visto come oggi va il mondo – in qualsiasi argomento la delicatezza dell'autrice risalta sempre. Sentitissima.

Giorgio Lavino30 novembre 2010

Bella la terza strofa ma le altre non sono da meno. Lirica davvero apprezzata molto. Un .

L
Libera Mastropaolo30 novembre 2010

Sempre più profonda ed originale nelle descrizioni, Kiara sei grandissima!

mario calzolaro30 novembre 2010

Mi par di vederlo e leggerlo, sul viso della Poetessa, tutto lo sdegno per le umane miserie! E' buono l'uomo? O è una bestia? Gli animali, assai spesso, dimostrano una dolcezza, una fedeltà,una solidarietà di cui l'uomo sembra sempre più incapace. Livelli d'eccellenza... di sentimenti e di stile.

Danielinagranata30 novembre 2010

Si pone in un quadro di riflessioni e di profondi pensieri stilata con la maestria di sempre molto vera piaciuta e apprezzata

Salvatore Ferranti30 novembre 2010

una poesia di cui condivido l'intimo messaggio. stile impeccabile, come sempre.