Pe chi se crede potente
Na favula antica dice
che u leone
un jorno se chiese
perché tutte e bestie der desertu
je portassero un grossu rispettu
je faciono inchini e riverenze
come lu cortigianu
ar cospetto dellu sovranu.
Inurguglitu pe ste parvenze
pensava che je le facessero cor core
je convenia certu
esse lu re dellu desertu.
Ma quanno le forze
co l'età, vennero menu
allor se accorse
de a verità in pieno
der monno farso ipocrita ed ingratu
capì che era statu ludatu e rispettatu
da chi non vulia esse da lue magnatu.
S'artrovò cosci' solu, derisu, abbandonatu
da tutti l'animali der desertu
che avia risparmiatu...
sta favola antica, perla de saggezza
fu scritta pe quill'ommini
che da jovani se creduno potenti
d'intomorì l'andri co la roganza
ce se fonno scudo e prepotenza
ma poi co a vecchiara, senza più a forza
magnati da a debolezza
se rosicano l'armasti denti.
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Commenti (5)
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Aldo Bilato1 dicembre 2010
che bella!... in questo tuo dialetto che mi fa ricordare le fonti del Clitunno... complimenti... cià*
D
Dany Blasi1 dicembre 2010
E quanti, quanti ne incontriamo, che si credono grandi, potenti e arroganti perché pensano di possedere l'elisir di giovinezza! Sei Margherita, per questo grande significato di vita che dai sempre ai tuoi versi!
Silvia De Angelis1 dicembre 2010
Versi immersi in un bellissimo vernacolo che si apprezzano per il profondo significato che intendono trasmettere... molto piaciuti
s
senzamaninbicicletta1 dicembre 2010
Bellissima poetica letta con immenso piacere. Complimenti la tengo
Raggioluminoso1 dicembre 2010
E quanta saggezza in questi versi che donano un grandissimo insegnamento. Poesia che lo letto con molto interesse, versi scorrevoli, piaciutissima tutta!


