A mio padre
Lena Orfeo
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Non so bene
che tipo d'abete sei,
hai radici possenti tu,
difficili da sradicare.
Incrollabile
nei chiodi fissi,
nelle teorie assurde
che non so decifrare.
Perdermi nel tuo tuono
è stato fin troppo facile!
Arginata da te
riesco a cogliere
solo le tue manie,
l'incomprensibile
capriccio che mi fai,
quasi uno sfregio
a farmi adirare,
come un bambino
che teme
l'essere ignorato.
Rose gentili
son le mani d'operaio,
lanterne sublimi
le tue idee
così poco affini al bersaglio.
T' accolgo
come un orso buono,
nel mio mondo di rosa
ancorato all'ultimo petalo.
Sò già
che il tuo ramo è tronco
e le mie mani bramose
e fin troppo avide d'Amore.
©
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (2)
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Salvatore Armando Santoro2 dicembre 2010
Un insieme di metafore e di belle dichiarazioni d'amore. Non so cosa si nasconda davvero nel tuo cuore, ma penso che l'amore ci giochi una parte da leone ed invidio chi ha la fortuna di cogliere le tue emozioni.
Midesa2 dicembre 2010
grandissima emozione leggerti... di questo rapporto di luci ed ombre che 'e' sempre il rapporto genitori figli... ma quando il cuore parla escono bellissimi versi ...i tuoi


