Fovea "I Dimenticati"
Quindicimila anime da allora dimenticate.
Dalle alture carsiche fu Dante
Prese ingegno per lo suo inferno.
Imbuto capovolto, fondo per due
volte cento. Per fu Fedro: lacune.
Quindicimila anime da allora dimenticate.
Addio "piccolo uomo", benvenuto
"Maresciallo". L'Italia ormai salva
da bombe e nemici, saluta con
ritardo, cari e amati, andati.
Quindicimila anime da allora dimenticate.
Collane, bracciali, son di filo
spinato, portaron in dono a chi
violò "l'intoccabile resistenza".
Torturati, depredati, uccisi.
Quindicimila anime da allora dimenticate.
Osaron opporsi alla nuova giovin
Dittatura. Finiron legati, si
come capretti, nel lungo inferno.
Mai riconosciuti, Dimenticati.
Quindicimila anime da allora dimenticate.
Sessantanni di oblio, anime sole,
anime vaganti, relegate nelle
memorie dei "Titini", impuniti,
assassini. Addio Dimenticati.
Quindicimila anime da allora dimenticate.
©
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Commenti (2)
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M
Marilena3 agosto 2006
Non credo di essere degna di commentare un così bel testo poetico..ti posso fare solo i per la tua grande sensibilità..e perché affronti e scrivi argomenti facendoli rimanere vivi nei nostri cuori... Alessia
I
Il Crudo10 agosto 2006
mi dispiace per il tema interessante, ma tra arcaismi e citazioni varie risulta di difficile lettura.